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La Milano della memoria: a Brera sulle orme degli artisti

Una delle stradine di Brera
Una delle stradine di Brera 
Da Guttuso a Montale, nel quartiere si davano appuntamento le menti più brillanti del '900. Vi portiamo nei locali che frequentavano per ritrovarne le atmosfere e provare una cucina senza tempo. Seguici anche su Facebook
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Epicentro di cultura e creatività già nella seconda metà dell’Ottocento, il quartiere milanese di Brera si eleva a ritrovo prediletto di intellettuali e artisti a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. La latteria delle sorelle Pirovini, il bar della Titta, il Soldato d’Italia e il Jamaica ( in via Brera 32, l’unico superstite) accolgono la crème della società. Il più eclettico è Lucio Fontana: pittore, scultore e ceramista, fondatore dello Spazialismo, amico del giovane Piero Manzoni e di Renato Guttuso. Da queste parti sfilano anche Giacomo Manzù e Aligi Sassu.
Una foto d'epoca del Bar Jamaica a Brera
Una foto d'epoca del Bar Jamaica a Brera 

Non c’era artista che non frequentasse il Jamaica, certo di incrociare amici e colleghi e l’accoglienza calorosa dei titolari, i Mainini. Altrettanto gettonato il Rigolo, tappa fissa di Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti.
Tra gli habitué Indro Montanelli, innamorato della pappa al pomodoro dell’insegna. Icona di Brera — a cui è dedicato il nuovo volume delle Guide di Repubblica — anche il Verdi, chiuso dopo quarant’anni di onorato servizio: il sindaco Sala, Ornella Vanoni e Gianni Versace sedevano spesso ai suoi tavoli. Dino Buzzati era di casa alla Latteria San Marco ( via San Marco 24) mentre Al Matarel (ingresso da via Mantegazza), aperto nei Sessanta, era meta privilegiata dello “stato maggiore” socialista, Bettino Craxi in testa.
La sala de Al Matarel
La sala de Al Matarel 
Nel 1976 apre La Briciola che in breve tempo si erge a riferimento della Milano di attori, calciatori e modelle. Sulla stessa onda Rovello 18, attivo dal 2002, preso ancora oggi d’assalto dagli attori del Piccolo Teatro. Senza dimenticare l’Osteria del Corso e le nuove realtà, IT su tutte, che calamitano vip e personaggi illustri.