Il Gusto

Gnassü a Piacenza: testa grande e sapori veri

 Battuta di cavallo crudo
 Battuta di cavallo crudo 
Una trattoria storica, aperta dal 1907, che porta in tavola l'Emilia di una volta. Stracotto di asina e carne di cavallo cruda compresi. Seguici anche su Facebook
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Settimana scorsa eccomi a Piacenza alla corte di Bibendum che, per chi non lo sapesse, è l’omino pacioccone tutto pneumatici e candore della Michelin. L’evento gastronomico è di quelli maiuscoli: la Rossa comunica chi splende di più e di meno, e le notizie – ormai abbondantemente risapute – sono il fulgore di Bartolini e l’eclisse di Vissani. Ma questa è una rubrica pop, perbacco, e infatti giunto nel capoluogo emiliano invece che farmi irretire dai riti bizantini a base di champagne e finger-food svicolo come Svicolone e con l’amico Michele raggiungo un’insegna mitica: dal Gnassü (nome ufficiale: La Pireina).

“Gnassü” è il soprannome dei maschi dell'osteria fondata nel 1907 (pare stia a significare "con la testa grande"), tanto che ora è chiamato Gnasso il patron che ci accoglie - grande, grosso, barbuto, cisposo e sornione - e Gnassino il figlio in sala. Ah, l’Emilia, che meraviglia. Dietro di loro si staglia un locale tagliato su misura dei miei gusti ruspanti: perlinato, pavimento in graniglia, sottotovaglia color carta da zucchero, ventilatori al soffitto, un enorme, vecchio specchio che recita “Delicious Coca-Cola”, clienti a frotte.
Sediamo e il menu è poesia delle cose quotidiane, meglio della Szymborska: pisarei e fasò, anolini in brodo, minestrone con la pasta, stinchetto di maiale, trippa alla piacentina, bolliti misti, merluzzo (solo venerdì, sta scritto). Nulla costa più di nove euro. Uh là là. Come da copione partiamo con un "taglierino di coppa", ché non iniziare con il maiale da queste parti è peggio di una bestemmia (saltiamo però il gnocco fritto, per non esagerare). Quindi dei meravigliosi – me-ra-vi-glio-si – "tortelli di ricotta e spinaci con la sfoglia" attraverso la quale si potrebbe leggere una poesia (della Szymborska, certamente), la farcia morbida, dolce e gustosa (€8); poi Michele "cavallo crudo" che è fresco e goloso (€9), io "stracotto di asina con polenta" (€9), quei piatti che non trovi dappertutto.
Stracotto di asina e polenta 
Stracotto di asina e polenta  

La carta dei vini c’è e trasuda emilianità, considerando che la voce “rossi frizzanti” elenca quattordici etichette: noi prendiamo un Gutturnio Lusenti da dodici euro e insomma con cinquanta euro in due ce la spassiamo alla grande. Congedatoci dal Gnassü dirigo alla festa della guida delle guide. Alcuni amici, non avendomi visto fino a quel momento, mi chiedono preoccupati: “ma ti sei perso i piatti degli chef?”. “Non so cosa mi son perso, – rispondo – ma so quel che ho trovato: una trattoria del cuore”.