C’è coppetta e coppetta. L’icona, simbolo del Martini, il cocktail più conosciuto nel mondo, ha mille volti e un bel po’ di storia da raccontare. Esteticamente, è un bicchiere di forma conica rovesciata (con apertura di circa 90 gradi) con un gambo che poggia su una base piatta. Ed è proprio il gambo, lungo e stretto, che si deve impugnare per evitare che il cocktail si riscaldi troppo in fretta (insomma è “vietato” toccare la coppa con le mani…). Il modello classico ha una capienza intorno ai 12 cl poi ci sono le più grandi (o doppie) che arrivano fino a 24 cl ma anche oltre. Tipiche dei bar americani e piuttosto di moda anche dalle nostre parti. Spesso sconsigliate proprio per l’eccessiva capienza. Poi ci sono le variazioni. Ricordate la coppetta che tiene in mano David Niven nel film “My man Godfrey” del 1957 con il gambo arrotolato a forma di molla? Un caso unico di variazione classica. Infine, il materiale. Si va dal semplice vetro al cristallo, sempre più prezioso ma rigorosamente trasparente. Ultimamente, però, comincia a diffondersi anche un’altra moda: le coppette in acciaio satinato o in rame. Mantengono il cocktail più freddo ma a scapito dell’effetto estetico. Niente trasparenza, niente Martini.
Origini a parte, la magica coppetta conquista la scena all’Esposizione universale di Parigi del 1925, consacrazione globale dell’Art Déco, dove parteciparono artigiani, artisti e industriali. Ma a farla diventare famosa ha contribuito sicuramente un film, diventato quasi il manifesto del Martini, "L’uomo ombra” del 1934 con William Powell e Myrna Loy che ne avevano davanti spesso più di uno, forma e sostanza stessa del cocktail. Sempre rigorosamente in una piccola e ghiacciata coppetta che già in quegli anni veniva utilizzata anche per altri cocktail. Anzi, probabilmente era proprio il bicchiere più utilizzato dai barman.
Così facendo un bel salto negli anni, è proprio la coppetta da Martini all’origine della nascita del Cosmopolitan, uno dei cocktail più famosi del momento. Quello di “Sex and the city” e preferito da Madonna. La racconta Cheryl Coock del ristorante The Strand di Sout Beach, Miami, dove il Cosmopolitan è nato: "Era il 1985, il Martini stava tornando di moda, con il suo bicchiere classico. Alle donne non sembrava piacesse molto il cocktail ma piuttosto piaceva essere visti con il bicchiere Martini in mano. Ciò mi diede l'idea di creare un cocktail che potesse piacere a chiunque ma che stesse bene in questo bicchiere classico. Il mio distributore mi portò un nuovo prodotto della Absolut, l'Absolut Citron. Mi disse di creare qualcosa. Io amo le sfide così presi gli ingredienti, Absolut Citron, una dose di triple sec, una goccia di Rose's Lime e abbastanza cranberry (mirtillo rosso americano, ndr) per renderlo così deliziosamente rosa. Servii il mio primo Cosmopolitan a Christina Solopuerto la notte in cui ricevetti la mia prima bottiglia di Absolut Citron. Entro 30 minuti tutto il bar aveva un Cosmo davanti a sé, in 45 minuti l'intero ristorante ne aveva uno". Potere di un’icona…
Coppa Martini, storia di un mito trasversale
E ora passiamo a un po’ di storia. L'origine della coppetta è naturalmente incerto. Proprio come ogni bella storia del mondo dei cocktail. Ruota comunque intorno alla nascita del “Dry Martini”. Dunque potrebbe essere comparsa per la prima volta nella Londra degli anni 10 (1912 per l’esattezza) in occasione del primo Martini preparato per John D. Rockefeller. Alcuni sostengono che abbia debuttato ancora prima (metà Ottocento) con Jerry Thomas, eccentrico e famosissimo barman americano. Altri infine che abbia a che fare con il noto vermut italiano Martini.Origini a parte, la magica coppetta conquista la scena all’Esposizione universale di Parigi del 1925, consacrazione globale dell’Art Déco, dove parteciparono artigiani, artisti e industriali. Ma a farla diventare famosa ha contribuito sicuramente un film, diventato quasi il manifesto del Martini, "L’uomo ombra” del 1934 con William Powell e Myrna Loy che ne avevano davanti spesso più di uno, forma e sostanza stessa del cocktail. Sempre rigorosamente in una piccola e ghiacciata coppetta che già in quegli anni veniva utilizzata anche per altri cocktail. Anzi, probabilmente era proprio il bicchiere più utilizzato dai barman.
Così facendo un bel salto negli anni, è proprio la coppetta da Martini all’origine della nascita del Cosmopolitan, uno dei cocktail più famosi del momento. Quello di “Sex and the city” e preferito da Madonna. La racconta Cheryl Coock del ristorante The Strand di Sout Beach, Miami, dove il Cosmopolitan è nato: "Era il 1985, il Martini stava tornando di moda, con il suo bicchiere classico. Alle donne non sembrava piacesse molto il cocktail ma piuttosto piaceva essere visti con il bicchiere Martini in mano. Ciò mi diede l'idea di creare un cocktail che potesse piacere a chiunque ma che stesse bene in questo bicchiere classico. Il mio distributore mi portò un nuovo prodotto della Absolut, l'Absolut Citron. Mi disse di creare qualcosa. Io amo le sfide così presi gli ingredienti, Absolut Citron, una dose di triple sec, una goccia di Rose's Lime e abbastanza cranberry (mirtillo rosso americano, ndr) per renderlo così deliziosamente rosa. Servii il mio primo Cosmopolitan a Christina Solopuerto la notte in cui ricevetti la mia prima bottiglia di Absolut Citron. Entro 30 minuti tutto il bar aveva un Cosmo davanti a sé, in 45 minuti l'intero ristorante ne aveva uno". Potere di un’icona…