Il Gusto

Food Genius Academy: il futuro tra digitalizzazione e attualità

(foto Giorgio Galimberti)
(foto Giorgio Galimberti) 
Alla vigilia degli Open Day, la scuola di formazione professionale si racconta tra nuovi progetti e investimenti. Seguici anche su Facebook
1 minuti di lettura

Anche questa edizione del nostro Album Cibo ha visto le quattro copertine e l’inserto estraibile delle ricette curati e realizzati da Food Genius Academy, con il set styling di Chiara Ricci e le fotografie di Roberto Savio, grazie anche alla partnership con Snaidero. Ne trovate un assaggio qui: Stefania Lioi, ex studentessa Food Genius Academy, ha rivisitato la ricetta del cuore, scelta da Domenico Dolce e Stefano Gabbana, del Timballo alla siciliana. 

Una foto di Chiara Ricci nel backstage della ricetta 
Una foto di Chiara Ricci nel backstage della ricetta  


Food Genius Academy negli ultimi mesi ha raccolto la sfida del cambiamento: "abbiamo puntato sulla digitalizzazione", spiega Desiree Nardone, direttrice della scuola di formazione professionale accreditata dalla regione Lombardia (viale Col di Lana, 8, Milano, sede anche a Bologna), "e in quest’ottica anche il nostro sito a breve sarà rinnovato". 

Food Genius Academy: il futuro tra digitalizzazione e attualità

I consueti Open Day, giornate in cui vengono presentati non solo i corsi della scuola, ma vengono pure analizzati temi di attualità per il mondo della ristorazione, sono fruibili anche in modalità virtuale; poi ci sono i webinar dedicati ad approfondimenti, i corsi e i master in Cucina e Restaurant Management e in Comunicazione e Critica gastronomica. Per esempio "il corso online di Food Delivery & Dark Kitchen, un ciclo di cinque lezioni con consulenza finale, che visti i tempi ha avuto molto successo. Ma che, aldilà della pandemia, vogliamo riproporre", spiega Nardone, "molto richieste in questo momento sono poi le consulenze personalizzate, per far evolvere e trasformare la propria attività, o evitarne la chiusura". E i dati Istat comunicati in questi giorni sugli effetti del Covid-19 sono infatti “duri”: una quota significativa, circa 30mila, di imprese attualmente non operative si riscontra nel settore della ristorazione. E tra queste 5mila non prevedono di riprendere.