Nelle ore immediatamente successive al bando dell’intelligenza artificiale Claude imposto dal presidente Donald Trump, le forze armate degli Stati Uniti hanno fatto ricorso proprio alla tecnologia proibita per condurre una massiccia operazione militare in Iran.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e da fonti vicine al Pentagono, Claude - sviluppata dall’azienda californiana Anthropic - è stata utilizzata dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) – l’organismo che coordina le operazioni militari americane in Medio Oriente e Asia centrale – per gestire alcune operazioni dei recenti raid.
L’IA avrebbe fornito valutazioni d’intelligence in tempo reale, identificando i bersagli e simulando i possibili scenari di battaglia prima del decollo dei bombardieri.
Claude, l’IA di Anthropic non funziona. E c’entra lo scontro con Trump
Un divorzio politico dalle conseguenze operative
La decisione di colpire l'Iran è giunta poco dopo un durissimo attacco frontale della Casa Bianca contro Anthropic, società fondata dai fratelli italoamericani Dario e Daniela Amodei.
Il presidente Trump ha infatti firmato un ordine esecutivo per imporre a tutte le agenzie federali di cessare immediatamente l’uso di Claude, definendo la società un’organizzazione di estrema sinistra e un rischio per la sicurezza nazionale.
Questo strappo è maturato in seguito al rifiuto di Anthropic di concedere al Dipartimento della Difesa un accesso illimitato ai propri modelli.
L'azienda ha insistito per mantenere clausole etiche che impediscano l'uso della propria tecnologia per la sorveglianza di massa o per lo sviluppo di armi letali completamente autonome, ovvero sistemi capaci di uccidere senza un intervento umano diretto.
Il difficile distacco dalla tecnologia civile
Nonostante la retorica della Casa Bianca, il Pentagono si trova ora in una posizione di estrema vulnerabilità tecnica.
La tecnologia di Anthropic è infatti radicata nelle infrastrutture di difesa attraverso collaborazioni con aziende di analisi dati come Palantir, specializzata nel trasformare enormi quantità di informazioni in strategie operative.
I vertici militari hanno ammesso che una dismissione completa di Claude richiederà almeno sei mesi per garantire una transizione ordinata e sicura.
Questo periodo di convivenza forzata tra un’amministrazione che definisce il software un pericolo e un esercito che lo ritiene indispensabile riflette la complessità di fare a meno dell’intelligenza artificiale di frontiera una volta che è stata adottata nei protocolli di sicurezza nazionale.
Le nuove alleanze della difesa americana
Mentre il rapporto con Anthropic giunge al termine tra reciproche accuse di tradimento ideologico e rigidità burocratica, il Pentagono sta già accelerando l'adozione di soluzioni alternative.
Il Segretario della Difesa, Pete Hegseth, ha ribadito che l’esercito americano non può essere ostaggio dei capricci ideologici delle aziende tecnologiche e dei suoi leader.
In questo vuoto operativo si è immediatamente inseria OpenAI, l'azienda che ha creato ChatGpt. Il suo amministratore delegato, Sam Altman, ha annunciato di aver stretto un accordo con il Pentagono per fornire i propri modelli linguistici – frutto di reti neurali capaci di elaborare testi e dati con capacità quasi umane – all'interno delle reti classificate del governo.
Pur dichiarando di condividere le preoccupazioni etiche di Dario Amodei sulla sorveglianza di massa e sullo sviluppo di armi letali autonome, Altman ha deciso di non scontrarsi frontalmente con l'amministrazione.
OpenAI ha infatti accettato di operare all'interno del perimetro legale tracciato dal governo, cercando un punto di equilibrio tra le esigenze della sicurezza nazionale e i propri protocolli di sicurezza.
Un precedente per la sovranità tecnologica
Il caso di Claude segna un punto di svolta nel rapporto tra la Silicon Valley e Washington.
Per la prima volta, un'azienda tecnologica statunitense è stata ufficialmente designata come un rischio per la catena di approvvigionamento, una categoria solitamente riservata ad avversari stranieri.
La disputa non riguarda solo l'efficacia del software, ma il controllo ultimo sulla sua applicazione in contesti di guerra.
Mentre Anthropic si prepara a difendere la propria posizione in sede legale, l'uso del suo sistema nei cieli dell'Iran – e ancora prima nell’operazione che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro - dimostra che l’intelligenza artificiale delle big tech [OpenAI e ANthropic non sono quotate in borsa ma il loro valore stimato è di centinaia di miliardi di dollari] ha già un ruolo strategico fondamentale nel panorama della guerra moderna.