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Samsung e la scommessa dei tre pieghevoli: “A ognuno il suo formato”

Il nuovo Samsung Galaxy Z Fold 8 con formato "passaporto"
Il nuovo Samsung Galaxy Z Fold 8 con formato "passaporto" 

Con l'ottava generazione di foldable l'azienda coreana porta sul mercato tre dispositivi diversi Galaxy; Fold 8 Ultra, il nuovo Fold 8 in formato 4:3 e Flip 8. Nicolò Bellorini, a capo della divisione mobile di Samsung Electronics Italia, spiega la strategia, fa il punto sull'S26 e affronta il nodo dei prezzi e della crisi dei semiconduttori.

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Alla sua ottava generazione di smartphone pieghevoli, Samsung ha smesso di cercare il formato definitivo e ha deciso di offrirne tre insieme.

Accanto al Galaxy Z Flip 8, il modello a conchiglia che resta l'ingresso più accessibile alla categoria, e al Galaxy Z Fold 8 Ultra, che porta all'estremo le ambizioni di produttività dell'azienda, arriva il Galaxy Z Fold 8: uno schermo in proporzione 4:3, più largo e meno allungato, pensato per chi con il telefono guarda video, naviga e gioca più di quanto lavori. È la novità che l'azienda considera decisiva per convincere chi finora ha osservato i pieghevoli senza comprarli.

Il lancio arriva in una fase ambivalente per il mercato. I volumi complessivi sono in caloi, ma la fascia alta si consolida, e Samsung è una delle poche aziende che nel settore continua a crescere: il Galaxy S26 lanciato a gennaio scorso - in particolare nella versione Ultra – ha chiuso i primi mesi sopra le aspettative interne. Sullo sfondo restano due incognite che pesano su tutta l'industria: la crisi dei semiconduttori, con lo squilibrio tra domanda e offerta che costringe le aziende ad alzare i prezzi di listino, e la questione dei prezzi, visto che i modelli di punta ormai si avvicinano a quelli dei laptop di fascia alta.

Di questo e della sfida dei pieghevoli abbiamo parlato con Nicolò Bellorini, responsabile della divisione mobile di Samsung Electronics Italia.

Prima di parlare dei nuovi pieghevoli, partiamo della flessione delle vendite di smartphone nel secondo trimestre del 2026.

Questa flessione la inquadro all'interno di un trend di lungo periodo che osserviamo già da diverso tempo. Parliamo di un calo a livello numerico totale, a cui fa però da contraltare un consolidamento della fascia di valore, in cui il nostro Galaxy S26 ha giocato un ruolo chiave. Questo modello ha trascinato la categoria premium, confermando che l'innovazione ripaga sempre. Portare sul mercato prodotti di fascia medio-alta, o altissima come nel caso della versione Ultra, dotati di un contenuto tecnologico evidente, è una strategia vincente. Il consumatore si orienta sempre di più verso questi dispositivi e sempre meno verso soluzioni di ripiego: uno strumento così personale e centrale per la vita quotidiana, ormai, non ammette compromessi.

Spostandoci sui pieghevoli, che risposta si aspetta Samsung dal mercato ora che i modelli sono tre?

Innanzitutto va ricordato che siamo giunti all'ottava generazione di pieghevoli che lanciamo sul mercato. Abbiamo accumulato una notevole esperienza e ogni scelta che facciamo è ovviamente ben ponderata. Un'osservazione fondamentale, che vale per gli smartphone così come per gli indumenti o altri oggetti personali, è che non esiste un formato universale adatto a tutti. Lanciarne tre, visibilmente diversi tra loro, significa ampliare il mercato di riferimento e rispondere a esigenze specifiche. Da una parte abbiamo l'Ultra, che rappresenta il nostro standard più alto in termini di qualità e innovazione, sia per le specifiche tecniche che per le possibilità d'uso.

Nicolò Bellorini
Nicolò Bellorini 

Quindi un dispositivo sempre più votato alla produttività e al multitasking, senza alcun compromesso?

Esattamente. Già con il Fold 7, lo scorso anno, abbiamo notato che non si tratta più solo di un uso strettamente professionale. Anzi, eliminando i compromessi su spessore e peso, le persone fanno una scelta diversa: avendo a disposizione uno schermo da 8 pollici in un dispositivo che pesa addirittura meno rispetto al passato, si orientano naturalmente verso l'Ultra. E non ci aspettiamo che questi clienti scelgano altro, perché quello è ormai diventato il loro device ideale.

A un anno di distanza, dunque, i dati di vendita confermano che il target del pieghevole a libro di Samsung va ben oltre l'utenza puramente business?

I dati ci dicono una cosa chiara: chi ha comprato un foldable, ricompra un foldable. Il consumatore business, storicamente, apprezza alcune specifiche di produttività anche a discapito di altri fattori come la tascabilità. Ma quando si eliminano questi compromessi strutturali, il mercato si espande naturalmente. Oltre all'Ultra, abbiamo il Flip, pensato per chi cerca lo stile e un'estrema portabilità. In più, lo schermo esterno offre un'immediatezza straordinaria, ed è ormai progettato per integrare perfettamente l'intelligenza artificiale, con funzioni rapide a portata di mano. Il nuovo Galaxy Z Flip 8 è più sottile e leggero dei precedenti, e ci aspettiamo che gli utenti storici di questa linea continuino ad apprezzarne l'evoluzione.

E poi c'è la novità del momento, il Galaxy Z Fold 8 con le forme simili a quelle di un passaporto. Come si posiziona in questa famiglia?

È un modello intermedio, ma profondamente diverso dagli altri. La sua caratteristica principale è lo schermo in formato 4:3, ideale per chi consuma moltissimi contenuti come video, navigazione web e gaming. I dati mostrano che oltre la metà degli utenti foldable fa un uso quotidiano di contenuti multimediali, con percentuali nettamente superiori ad altre categorie di smartphone. Questo dispositivo è stato studiato proprio in base a tali comportamenti d'uso e crediamo sia la soluzione perfetta per convincere definitivamente anche chi non ha ancora fatto il salto verso i pieghevoli.

Un'intuizione legata al formato, certo, ma se guardiamo al prezzo resta comunque un dispositivo di fascia alta. Si posiziona molto più vicino all'Ultra che al Flip.

Sì, è una via di mezzo, ma sicuramente il prezzo è più spostato verso l'Ultra. Tuttavia all'interno c'è una mole di innovazione tale che il prezzo di listino non è l'unico parametro con cui misurarne l'effettivo valore.

Eppure spesso si ripete che il mercato dei pieghevoli, per quanto in espansione, rimanga di nicchia proprio per l'ostacolo economico. Parliamo di cifre che si avvicinano a quelle dei laptop di fascia alta.

Sono prezzi importanti per clienti esigenti, su questo non c'è dubbio, in particolare per i modelli Fold e Ultra. Tuttavia, possiedono un contenuto di innovazione che giustifica pienamente l'investimento. Aggiungo, inoltre, che oggi il mondo delle offerte finanziarie – dalle rateizzazioni ai programmi di trade-in, fino ai piani tariffari degli operatori – ha raggiunto un livello di sofisticazione tale da rendere questi prodotti accessibili. Osservando il mercato a livello macro, infatti, notiamo che queste fasce di prezzo si stanno fisiologicamente espandendo.

Considerando che i dispositivi vengono progettati in Corea del Sud ma devono adattarsi ai singoli mercati, pensa che il nuovo Galaxy Z Fold 8 sia l'intuizione giusta per fare breccia definitivamente nel mercato italiano?

Trattandosi di una novità assoluta dovremo valutarne la risposta sul campo, ma dalle prime reazioni è senza dubbio il modello che entusiasma di più. Ha le carte in regola per convincere chi non aveva ancora trovato il coraggio di passare a un foldable. Molte delle percezioni iniziali, come l'idea che siano prodotti di nicchia o con problemi di resistenza, sono ormai state ampiamente smentite dai fatti. In più, il Fold 8 è il pieghevole più sottile e leggero di sempre: sparisce in tasca e si tiene perfettamente in una mano. Parliamo di uno spessore di poco superiore ai 4 millimetri e di un peso intorno ai 200 grammi, decisamente meno rispetto a tanti top di gamma della concorrenza. Vanta inoltre uno schermo eccellente. Sono convinto che sia un formato particolarmente indicato per il pubblico italiano.

Guardando allo scenario macroeconomico, che notizie arrivano dalla Corea riguardo alla cosiddetta crisi dei componenti? Altre aziende hanno espresso forti preoccupazioni: voi pensate di poter navigare in queste acque in modo sereno?

Ci siamo sempre espressi con molta trasparenza su questo tema. La crisi dei semiconduttori è un fenomeno globale, nato da un evidente squilibrio tra domanda e offerta, che impatta l'industria degli smartphone, l'elettronica di consumo e molti altri settori. È un trend emerso concretamente circa sei o otto mesi fa. Tuttavia, abbiamo imparato che il mercato dei semiconduttori è profondamente ciclico, fatto di alti e bassi. Nel medio periodo, offerta e domanda tenderanno a ribilanciarsi. Ora si tratta di superare questa fase sfruttando gli asset aziendali, e credo che Samsung sia posizionata molto meglio di altri per farlo. Siamo un'azienda integrata su tutta la supply chain, parlo di Samsung Electronics, non solo della divisione Semiconductor. Abbiamo un'efficienza interna formidabile e le spalle larghe per continuare a innovare senza sosta.

Al netto dell'opportunismo commerciale, se dovesse consigliare un utente sull'acquisto di un nuovo smartphone, direbbe che questo è il momento più favorevole per comprare, viste le incognite dei prossimi mesi?

Ha detto bene: le incognite significano proprio che nessuno sa con certezza cosa accadrà domani. Tuttavia, in un periodo storico caratterizzato da trend di prezzo tutt'altro che deflattivi, è sempre un ottimo momento per procedere all'acquisto. Su questo non ci sono dubbi.

Cosa ci può dire, invece, delle novità ch riguardano Galaxy AI?

Con i nuovi pieghevoli arriva anche la One UI 9.0, e questo segna un punto di svolta: la Galaxy AI diventa "agentica" a tutti gli effetti. Questo significa che l'IA è stata riprogettata per operare come un vero e proprio agente del dispositivo, con lo scopo di semplificare le innumerevoli micro-operazioni che compiamo ogni giorno. L'obiettivo è azzerare l'attrito nell'utilizzo quotidiano, rendendo l'utente immediatamente produttivo. Operazioni complesse, che magari richiedono il passaggio tra più applicazioni o la conoscenza profonda dei menù del sistema operativo, vengono gestite in modo intuitivo e diretto dall'IA, senza alcuno sforzo.

Anche perché i menù di sistema Samsung sono da sempre notoriamente ricchi di opzioni.

Esatto, sono ricchi di funzionalità e personalizzazioni. La nostra Gemini Intelligence serve esattamente a questo: è integrata a livello di interfaccia utente e non ti costringe ad aprire app di terze parti per eseguire un comando. È un'intelligenza profondamente proattiva, radicata direttamente nel cuore dei nostri device.

Se facciamo un passo indietro al 2024, quando avete lanciato la Galaxy AI con l'S24, c'è stato un grandissimo entusiasmo che ha fatto da volano per le vendite. Oggi, secondo lei, l'intelligenza artificiale rappresenta ancora il motivo principale di acquisto o le innovazioni hardware – come la sottigliezza dei nuovi pieghevoli o il privacy display – stanno riprendendo il sopravvento?

È una domanda molto complessa. Ancora oggi, esattamente come nel 2024, Galaxy AI rappresenta un elemento di differenziazione netto tra Samsung e il resto della concorrenza. Nessun altro brand è avanti quanto noi. Molti fanno grandi annunci e un uso spropositato di "AI washing", ma stringendo c'è ben poco di concreto. Quindi sì, l'intelligenza artificiale rimane un fortissimo driver. La vera sfida, semmai, è decidere su cosa focalizzare il messaggio pubblicitario. Lo smartphone è un oggetto personale, e ognuno lo sceglie in base alle proprie preferenze. A livello di innovazione software reale, la Galaxy AI non è più una raccolta di casi d'uso isolati, ma sta diventando una sorta di strato aggiuntivo che si posiziona sopra il sistema operativo. Ovviamente, a questo si affiancano innovazioni hardware altrettanto affascinanti, come i nuovi form factor o il privacy display dell'S26 Ultra.

A questo proposito, per quale motivo non è stato possibile integrare il privacy display anche sui pieghevoli? È una questione di compromessi ingegneristici? Te lo chiedo perché è una tecnologia su cui avete puntato moltissimo anche in termini di comunicazione.

Al momento il privacy display resta una caratteristica esclusiva dell'S26 Ultra. Quando si sviluppano prodotti di questo tipo ci sono sempre dei trade-off ingegneristici significativi di cui tenere conto. Non volevamo penalizzare altre innovazioni che, in questa precisa fase e ascoltando i feedback dei nostri utilizzatori di foldable, ci sembravano assolutamente prioritarie per la categoria.

Possiamo quindi aspettarcelo per i modelli pieghevoli dell'anno prossimo?

Speriamo. Personalmente me lo auguro, ma al momento non posso dare certezze.