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Low cost e open weight, le IA cinesi che spaventano la Silicon Valley

Low cost e open weight, le IA cinesi che spaventano la Silicon Valley

DeepSeek, Alibaba, Moonshot e Z.ai rilasciano modelli IA prelevabili che offrono prestazioni spesso competitive a costi molto inferiori rispetto alle principali soluzioni proprietarie statunitensi di cui molti servizi e applicazioni fanno già uso

6 minuti di lettura

Il modello di intelligenza artificiale più potente che oggi chiunque può scaricare e tenere per sé non viene dalla Silicon Valley. Il primato appartiene a Kimi K3, costruito da una startup pechinese che ne ha pubblicato il contenuto integrale il 26 luglio; operazione peraltro replicata anche da Alibaba il 13 agosto con il proprio modello di punta. ChatGPT e Claude, i migliori prodotti americani, si possono soltanto usare sui server di chi li ha costruiti: nessuno li scarica e nessuno li possiede

La conseguenza per l'utente comune è semplice e si verifica in dieci minuti. Quattro assistenti cinesi dalle prestazioni buone, quasi come quelli più blasonati, funzionano gratis dal browser, senza liste d'attesa e senza abbonamento: chat.qwen.ai di Alibaba, kimi.com di Moonshot, chat.z.ai e chat.deepseek.com. Sulla generazione di video il primato di Pechino è poi quasi totale, e l'applicazione che ha conquistato il primo posto nell'App Store in 42 Paesi, fra cui Germania e Brasile, si chiama Kling ed è del gruppo cinese Kuaishou.

L’effetto nel settore si è già concretizzato. Brian Armstrong, amministratore delegato di Coinbase, la più nota piattaforma di compravendita di criptovalute, ha dichiarato a giugno di aver dimezzato la spesa in IA spostando i dipendenti su modelli cinesi. Airbnb ha riconosciuto di impiegarne alcuni nei propri servizi. Cursor, lo strumento più diffuso al mondo fra chi scrive programmi, ha ammesso nel marzo 2026 che il proprio motore poggiava su Kimi, e in realtà l’avevano già scoperto gli utenti prima dell’annuncio ufficiale.

La ragione di questo dominio ha meno a che fare con la geopolitica di quanto si creda. Semplicemente i laboratori cinesi pubblicano i parametri interni dei propri modelli, quelli che in gergo si chiamano pesi, e chiunque può scaricarli, modificarli e installarli su macchine proprie. Le versioni più grandi richiedono ancora attrezzature da centro di calcolo, quelle ridotte girano su un computer normale. I modelli statunitensi migliori restano invece chiusi, e la differenza di prezzo a parità di compito svolto arriva a due ordini di grandezza. Sono davvero due modelli di business differenti.

Low-cost competitivo

Un confronto pubblicato in questi giorni misura la distanza prestazionale tra modelli americani e cinesi. DeepSeek V4-Pro, il modello di punta del laboratorio di Hangzhou, ottiene 53 punti su un indice di riferimento indipendente, quello di Artificial Analysis, contro i 63 di Claude Opus 5 di Anthropic. Il modello americano è quindi migliore, e in modo misurabile. Ogni compito svolto costa però 6 centesimi di dollaro contro 2,34 dollari. Nessun responsabile tecnico che debba giustificare una fattura mensile riesce a ignorare quella asimmetria. Il ritmo dei rilasci completa il quadro. Nove grandi aziende cinesi hanno pubblicato dieci modelli nuovi o aggiornamenti importanti in circa 70 giorni a partire da giugno 2026, secondo il conteggio del quotidiano economico sudcoreano Seoul Economic Daily.

L'effetto si vede sulle piattaforme dove gli sviluppatori scelgono giorno per giorno cosa usare: su OpenRouter, che smista le richieste fra decine di prodotti concorrenti, la quota dei laboratori americani è scesa da circa il 70% al 30% in dodici mesi. Guillermo Rauch, amministratore delegato di Vercel e autore di uno degli strumenti più usati per costruire siti web, ha riassunto lo stupore del settore in un messaggio pubblicato su X in giugno: "Sinceramente impressionato, quasi sconvolto, da quanto GLM-5.2 di Z.ai sia bravo a programmare. Questo cambia le cose". La sua azienda ha integrato il modello in tre giorni e ha registrato l'adozione più rapida dell'anno sulla propria piattaforma.

DeepSeek ha aperto la strada e ora rialza i prezzi

DeepSeek è il capofila. Il laboratorio di Hangzhou ha pubblicato il modello R1 a gennaio 2025, ha portato la propria app gratuita al vertice della classifica iOS statunitense e ha innescato la seduta in cui Nvidia perse circa 600 miliardi di dollari. Tutto quello che è venuto dopo discende da quel precedente. La storia societaria non somiglia a nessun'altra nel settore.

Liang Wenfeng ha fondato DeepSeek nel luglio 2023 come costola di High-Flyer, un fondo speculativo che comprava schede grafiche per giocare in Borsa; quel parco macchine è diventato il laboratorio, e per due anni non ha avuto investitori a cui rendere conto. La sua indipendenza spiega la politica commerciale meglio di qualsiasi sussidio statale. Il primato di DeepSeek resta il prezzo, ma il 6 agosto è stato annunciato un aumento significativo delle tariffe, in vigore dal 17. La corsa al ribasso ha dunque toccato il fondo, e a segnalarlo è proprio chi l'aveva aperta. La spiegazione ricorda la chiusura di Sora di OpenAI: far funzionare modelli di questa scala costa, e la diffusione di assistenti che lavorano in autonomia moltiplica il consumo per singola richiesta.

Dove provarlo. chat.deepseek.com è gratuito, e l'app conta circa 130 milioni di utenti mensili in Cina. Le agenzie federali statunitensi e diversi Stati la vietano sui dispositivi pubblici, restrizione che riguarda il servizio ospitato in Cina e non i pesi scaricabili.

Alibaba: Qwen, il mattone su cui costruiscono tutti

Alibaba Cloud ha presentato il proprio modello nell'aprile 2023 e di fatto è stata la prima grande azienda tecnologica cinese a rilasciarne uno pubblicamente, unificando tutto sotto il marchio Qwen nel marzo 2026. La scommessa sull'apertura all’esterno è cominciata subito e non si è più fermata. Qwen è diventato nel frattempo lo strato di base su cui lavora il resto del mondo. La famiglia ha superato Llama di Meta nei download nell'ottobre 2025 e si è avvicinata al miliardo entro l'aprile 2026, e circa il 70% dei modelli derivati pubblicati oggi dalla comunità internazionale parte da un Qwen.

Chi mette a punto “un modello aperto", molto spesso, sta lavorando su questa tecnologia. Qwen3.8-Max è arrivato il 3 agosto 2026. Il modello legge testo, immagini e video e tiene a mente l'equivalente di circa 750mila parole, quanto due romanzi lunghi. Il 13 agosto l'azienda ne ha pubblicato i pesi, cosa che non aveva mai fatto con la propria fascia più alta.

Dove provarlo. chat.qwen.ai è gratuito previa registrazione. L'app Qwen esiste per iOS e Android, e in Cina è collegata a Taobao e Alipay: gli utenti le chiedono di ordinare da mangiare e di pagare le bollette.

Moonshot AI: Kimi, il lato oscuro della luna

Moonshot AI nasce a Pechino nel marzo 2023 da tre compagni di studi dell'università Tsinghua. Yang Zhilin, il fondatore, ha scelto per l'azienda il nome cinese del lato oscuro della luna, preso dal suo disco preferito dei Pink Floyd, e ha costituito la società nel 50° anniversario dell'album. Alibaba ne è il maggiore azionista esterno. Kimi K3, uscito il 16 luglio 2026, è il modello scaricabile più grande mai pubblicato, in virtù dei suoi 2.800 miliardi di parametri.

La reazione dei mercati è stata brusca, con la settimana peggiore per i titoli dei semiconduttori da oltre un anno, ma il dato più eloquente riguarda la domanda: Moonshot ha dovuto sospendere le nuove iscrizioni dopo tre giorni, perché le richieste superavano la capacità dei propri computer. Vanno sottolineati due dettagli. Moonshot stessa ammette che K3 resta complessivamente dietro i migliori modelli americani. La Casa Bianca ha inoltre accusato il laboratorio a luglio di aver copiato le capacità di un modello di Anthropic interrogandolo in modo sistematico, pratica nota come distillazione. L'azienda non ha confermato.

Dove provarlo. kimi.com è gratuito con limiti di quota, e nel menu dei modelli occorre selezionare K3 perché il valore predefinito è una versione precedente. L'app copre iOS, Android e HarmonyOS.

Z.ai: la prima azienda di modelli al mondo a quotarsi in Borsa

Z.ai, fino al 2025 Zhipu AI, è nata nel 2019 in un laboratorio di informatica della Tsinghua University di Pechino. Il dipartimento del Commercio statunitense l'ha inserita nella lista nera delle esportazioni a gennaio 2025, prima azienda cinese di modelli linguistici a finirvi, e la sanzione non ne ha rallentato il calendario. Z.ai è oggi la prima società di modelli di base al mondo a essere quotata in Borsa, a Hong Kong dal gennaio 2026, mentre OpenAI e Anthropic restano private. GLM-5, uscito a febbraio 2026, porta con sé un dettaglio che pesa quanto un risultato tecnico.

Il modello, secondo quanto riportato da Reuters, è stato addestrato interamente su chip Huawei, senza alcuna dipendenza da hardware Nvidia. Proprio quella dipendenza è l'assunto su cui poggia la politica statunitense di controllo delle esportazioni. GLM-5.3 è arrivato il 14 agosto. Z.ai dichiara di aver lasciato invariato il modello di base e di aver ottenuto ogni miglioramento dall'addestramento successivo, con il salto maggiore sulla sicurezza informatica. L'azienda scrive di aver visto quella capacità crescere più rapidamente di quanto si aspettasse, e per questo ha rinviato di due settimane la pubblicazione dei pesi. Il cambio di passo è notevole per una casa che finora li pubblicava insieme all'annuncio.

Dove provarlo. chat.z.ai è gratuito nel browser. L'abbonamento per programmatori, quello che ha spinto l'adozione fra gli sviluppatori americani, parte da 18 dollari al mese contro i 200 dei piani più alti della concorrenza statunitense.

Sui video il primato cinese è quasi totale

Le classifiche sulla generazione di video raccontano una storia più netta di quella dei modelli di testo. La graduatoria di Artificial Analysis, costruita sui voti ciechi degli utenti e consultata il 14 agosto 2026, vede al primo posto un modello di Google. Le nove posizioni successive sono tutte cinesi: MiniMax, ByteDance, Alibaba con due modelli diversi, Kuaishou e Skywork. Veo di Google compare soltanto all'undicesimo posto. Kling è il caso più visibile per il pubblico. Il generatore video di Kuaishou ha superato i 100 milioni di utenti registrati a giugno 2026, è disponibile in 224 Paesi e territori e ha raggiunto il primo posto nell'App Store in 42 mercati, fra cui Brasile e Germania. I ricavi del primo trimestre sono più che quadruplicati rispetto all'anno precedente.

MiniMax ha spinto l'apertura più avanti di tutti, pubblicando ad agosto i pesi del proprio modello video, che produce clip con audio già sincronizzato. La licenza contiene però una clausola che vale la pena leggere due volte: esclude Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito e Corea del Sud dall'installazione locale del modello. L’America risponde con un’assenza. OpenAI ha chiuso l'app di Sora il 26 aprile 2026 e spegnerà l'accesso per gli sviluppatori il 24 settembre, senza annunciare un successore. La ragione è prosaica: generare un fotogramma costa molto più che generare una frase, e le schede grafiche rendono di più altrove.

Dove provarli. kling.ai e hailuoai.video hanno versioni gratuite con crediti che si ricaricano ogni giorno e interfaccia in inglese, senza bisogno di un numero di telefono cinese.

Un avvertimento resta necessario. È bene ricordare che i dati inviati a quei quattro indirizzi vengono elaborati in Cina, sotto una legge sulla sicurezza priva di equivalenti delle garanzie europee. Chi tratta informazioni sensibili ha una sola alternativa, e coincide esattamente con la ragione per cui questi modelli spaventano la Silicon Valley: scaricarli e tenerli per sé.