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L’evento

L’America guarda al tech italiano con interesse. Il CES a Milano è un segnale

Kinsey Fabrizio, nuova CEO della Consumer Technology Association (CTA)
Kinsey Fabrizio, nuova CEO della Consumer Technology Association (CTA) 

La prima edizione italiana di CES Unveiled ha portato a Milano i vertici della Consumer Technology Association, oltre cento espositori e decine di investitori. Kinsey Fabrizio, CEO dell’organizzazione che gestisce il CES di Las Vegas, racconta un rapporto con l’Italia destinato a crescere

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MILANO – Per un giorno una parte del CES di Las Vegas si è trasferita in Italia. Dentro l’Allianz MiCo di Milano si sono dati appuntamento ieri startup, grandi aziende, investitori, amministratori pubblici e soprattutto Kinsey Fabrizio e Gary Shapiro, i due dirigenti che guidano la Consumer Technology Association (CTA), l’associazione americana proprietaria del Consumer Electronics Show di Las Vegas, la più importante rassegna del mondo su innovazione ed elettronica di consumo.

CES Unveiled Milan è stata la prima tappa italiana di questo tipo organizzata dalla CTA e una delle fermate europee della lunga preparazione al CES 2027, che si svolgerà a gennaio prossimo. L’organizzazione aveva già portato i propri eventi ad Amsterdam e Parigi.

Milano è entrata quest’anno in questa geografia. La CTA l’aveva scelta già in primavera definendola una città collocata all’incrocio tra design, creatività e tecnologia.

Da Las Vegas a Milano

Sul palco, Fabrizio ha dato subito una misura abbastanza concreta del rapporto che la CTA vede con l’Italia. “Siamo molto orgogliosi della forte partecipazione dall’Italia e dall’Europa al CES”, ha detto. All’edizione 2026 di Las Vegas, ha ricordato, sono arrivati quasi 700 partecipanti italiani e oltre 60 espositori, una cinquantina dei quali ospitati a Eureka Park, l’area che il CES dedica alle startup.

Il confronto con il resto del continente aiuta a capire le proporzioni. Secondo i dati citati dalla CEO, al CES 2026 hanno partecipato più di 800 espositori europei e circa 10 mila visitatori provenienti dall’Europa. “Evidenzia davvero la natura globale del CES e le relazioni globali che portiamo sul palcoscenico mondiale”, ha detto Fabrizio.

Milano è stata scelta anche per avvicinare quella piattaforma alle imprese italiane prima della trasferta americana. Il CES Unveiled ha riunito aziende che lavorano nell’intelligenza artificiale, nell’aerospazio, nella salute digitale, nell’agritech, nella robotica e nel luxury tech. La lista ufficiale degli espositori ha superato il centinaio e comprende startup insieme a gruppi come HPE, Garmin, Luxottica e Intesa Sanpaolo Innovation Center.

L’Italia entra nella Road to CES

Fabrizio conosce bene il CES. È entrata nella CTA nel 2008 e negli anni ha seguito direttamente l’espansione internazionale della manifestazione, fino a diventarne presidente e CEO. Oggi guida un’associazione che rappresenta più di 1.300 aziende del settore tecnologico americano e controlla uno degli appuntamenti industriali più conosciuti al mondo.

A Milano ha insistito soprattutto sulla costruzione di relazioni commerciali. “Stiamo sempre cercando di rendere il mondo rappresentato al CES ancora più grande”, ha raccontato, ricordando che a gennaio 2027 anche Cile e Bangladesh avranno per la prima volta un proprio padiglione.

La prossima edizione avrà inoltre un peso simbolico particolare: saranno passati sessant’anni dal primo CES. L’evento si è progressivamente allargato ben oltre l’elettronica di consumo che lo aveva definito nei suoi primi decenni. Oggi una parte crescente degli spazi di Las Vegas è occupata da intelligenza artificiale, mobilità, robotica, salute e infrastrutture industriali.

Fabrizio ha anticipato a Milano alcune delle novità del 2027. Al Venetian nascerà un’area specifica dedicata alla salute, dove aziende che applicano l’IA alla medicina potranno presentare prodotti e ricerche. È il trend che la CEO ritiene più rivoluzionario. La produzione avanzata avrà una presenza maggiore al Las Vegas Convention Center. CES Foundry, il programma introdotto nel 2026 per intelligenza artificiale generativa, agenti autonomi e tecnologie quantistiche, passerà da due a tre giorni.

Dietro l’ampliamento del programma c’è anche una trasformazione del pubblico. “Il partecipante medio ha 29 riunioni al CES”, ha detto Fabrizio. Per la CTA, quindi, l’esperienza di Las Vegas si misura ormai anche attraverso contratti e partnership concluse durante quella settimana.

È una prospettiva che spiega anche la scelta di Milano. Nel programma della giornata comparivano un incontro sul finanziamento dell’innovazione europea, sessioni dedicate al Made in Italy tecnologico, un appuntamento sulla Physical AI con AMD e Generative Bionics e una pitch competition per startup vinta da Optohive, società svizzera nata come spin-off dell’ETH di Zurigo. L’azienda sviluppa un dispositivo indossabile per l’imaging cerebrale che utilizza luce nel vicino infrarosso per misurare l’attività del cervello, con l’ambizione di rendere queste analisi più semplici da utilizzare fuori dai laboratori e negli ospedali.

Un’Italia che cerca capitali e scala

La presenza americana arriva mentre il settore tecnologico italiano sta attraversando una fase particolare. Il nostro Paese continua ad avere un mercato del venture capital più piccolo rispetto alle principali economie tecnologiche europee, ma Milano concentra una quota crescente degli investimenti e delle aziende capaci di raggiungere dimensioni internazionali.

Secondo Dealroom, nel 2025 le startup italiane hanno raccolto circa 1,7 miliardi di dollari. Nei primi sei mesi del 2026 la raccolta ha raggiunto 653 milioni. Nello stesso database, l’area metropolitana di Milano concentra circa 1,2 miliardi di dollari di finanziamenti raccolti dalle startup negli ultimi dodici mesi considerati, molto più di Roma e Torino. Dealroom attribuisce inoltre alle società tecnologiche italiane sostenute da venture capital un valore complessivo superiore a 75 miliardi di dollari.

Growth Capital e Italian Tech Alliance hanno calcolato 813 milioni di euro investiti in startup e imprese innovative italiane nel primo semestre del 2026, distribuiti su 145 round. Anche questa rilevazione descrive un mercato dove cresce la dimensione media degli investimenti, pur con meno operazioni rispetto ad alcune fasi precedenti.

Milano pesa molto in questi numeri. E durante CES Unveiled Assolombarda e InnovUp hanno scelto proprio l’Allianz MiCo per presentare la terza edizione della loro ricerca sull’impatto occupazionale della filiera italiana dell’innovazione.

Matteo Zoppas, presidente dell’ICE, l’agenzia pubblica che aiuta le imprese italiane a internazionalizzarsi e che ha organizzato CES Unveiled Milan insieme alla CTA, ha descritto questa esigenza.

“L’Italia ha bisogno di avere un riferimento, uno slancio in cui possiamo fare il punto sul divario tra la nostra tecnologia all’avanguardia e il resto del mondo”, ha detto Zoppas, laureato alla Bocconi e con una lunga esperienza imprenditoriale e associativa in Confindustria, durante l’evento. Per le imprese italiane, ha aggiunto, conoscere le tendenze globali è ormai una condizione per competere all’estero.

Zoppas pensa all’intelligenza artificiale: “Il treno della tecnologia sta passando e ogni giorno che passa rischiamo di perdere una posizione”, ha detto. L’IA, secondo il presidente di ICE, deve entrare più rapidamente nei prodotti e nei processi industriali italiani, perché “dobbiamo accelerare più di quanto stiano accelerando i nostri concorrenti”.

L’evento milanese ha coinvolto, secondo i numeri forniti da Zoppas, 51 startup provenienti da 13 regioni italiane, distribuite su circa 700 metri quadrati di spazi espositivi.

L’interesse Usa per il tech italiano

Nel discorso di apertura di Kinsey Fabrizio è ricorsa spesso la parola “connessioni”. È anche il termine più utile per leggere ciò che la CTA sta cercando di costruire in Europa.

“Prendere questo grande spettacolo e farlo sentire qualcosa di personale” è uno degli obiettivi che Fabrizio ha indicato per il CES 2027. La stessa logica viene applicata alle tappe che lo precedono: portare una parte della rete di Las Vegas nei luoghi dove nascono imprese che potrebbero arrivare alla fiera americana qualche mese dopo.

Per l’Italia significa anche entrare più stabilmente nei circuiti attraverso cui l’industria tecnologica americana osserva l’Europa. Il CES continua ad avere il proprio centro a Las Vegas e la distanza tra l’ecosistema italiano e quelli statunitensi resta ampia, soprattutto nella disponibilità di capitale per finanziare la crescita delle aziende. Il divario si vede anche nei dati europei: Tech.eu calcola che nel primo semestre del 2026 l’Italia abbia raccolto circa l’1,3 per cento del venture capital europeo.

L’interesse, però, ora arriva anche nella direzione opposta.

Il viceministro delle Imprese Valentino Valentini ha ricordato al CES Unveiled Milan agli americani che l’Italia resta uno dei maggiori paesi esportatori e possiede una base manifatturiera molto ampia. L’incontro tra industria e tecnologia, secondo Valentini, permette alle imprese italiane di avvicinarsi ai grandi fornitori tecnologici e contemporaneamente offre alle aziende tech un accesso ai problemi concreti della manifattura.

Attilio Fontana, presidente della Lombardia, ha insistito sulla capacità della regione di unire università, ricerca e industria, invitando gli investitori internazionali a considerarla come sede per nuovi progetti.

Per una città che a luglio ha visto una delle proprie aziende tecnologiche – Bendig Spoons - suonare la campana del Nasdaq, la tappa del CES è un segnale significativo. L’industria italiana continua ad avere dimensioni e capitali lontani da quelli della Silicon Valley, ma dall’altra parte dell’Atlantico si rafforza il desiderio di portare le nostre aziende più innovative a Las Vegas.