Api in pericolo. Il 9% di tutte quelle europee è a rischio. In Italia, secondo l’Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura), delle 151 specie di api native, cinque sono vicine all'estinzione. O potenzialmente estinte, perché negli ultimi tempi non ne state ritrovate. Altre due specie sono in pericolo critico, dieci in semplice pericolo, quattro risultano vulnerabili e su altre 13 incombe uno stato di minaccia. Colpa dei cambiamenti climatici, dell'impiego di molecole chimiche di sintesi (neonicotinoidi), nell’agricoltura intensiva. Ma anche dell’invasione di specie aliene e delle modifiche nell'uso e nella gestione del suolo, che incidono in modo evidente sulla sopravvivenza di questi insetti. L'allarme generale arriva proprio in vista della Giornata mondiale delle api, oggi 20 maggio. La loro perdita sarebbe un grave danno per il settore agroalimentare. Secondo la Fao, l’attività di impollinazione contribuisce all'incremento della produttività media agricola del 24%. Per molte colture il contributo al settore agricolo delle api mellifere è ben superiore al valore economico dei prodotti apistici. Gli Apoidei, la superfamiglia di insetti dell'ordine degli imenotteri (circa 20 mila specie tra cui l'apis mellifera), costituiscono il perno centrale nella promozione della biodiversità. Sono responsabili della riproduzione di oltre l'80% della flora erbacea, arbustiva e arborea e favoriscono, appunto, l'impollinazione di più del 75% delle piante coltivate contribuendo alla produzione di 150 colture agricole diverse. Oggi soltanto le colonie di api allevate e controllate dagli apicoltori sopravvivono, mentre vanno scomparendo, almeno in Europa e insieme ai loro alveari, le api selvatiche. Per questo, è fondamentale tutelarle col supporto degli apicoltori, ambasciatori e custodi della natura. Francesco Panella, apicoltore di mestiere e portavoce dell’Unaapi (l'associazione di categoria): “In Europa le api sopravvivono, anzi riusciamo persino a incrementarne la presenza. Però producono sempre meno, e con sempre più fatica da parte degli apicoltori. E bisogna capire fino a quando questa fatica la si potrà fare. Ma tutti gli insetti versano in una situazione drammatica. Una specie su dieci è a rischio estinzione. Ogni anno perdiamo biodiversità in modo lampante proprio nel mondo piccolo, quello che non si vede, ma che è indispensabile nel ciclo della catena alimentare”. Per sensibilizzare il pubblico sulla temuta estinzione delle api, Legambiente lancia la campagna "Save the queen" e una raccolta firme (1 milione entro settembre) per chiedere alla Commissione europea di sostenere un modello agricolo che da un lato tuteli la biodiversità e dall’altro permetta di ridurre in misura drastica le sostanze pericolose ancora oggi usate in agricoltura, arrivando alla loro totale eliminazione entro il 2035. Tra le azioni al centro della campagna vi sono un mappaggio capillare della penisola per individuare pesticidi e metalli pesanti attraverso le api (in collaborazione con la start up Beeing), l’adozione di arnie e l’incremento degli orti urbani. Poi, accordi specifici con aziende agricole per la tutela e l’incremento di api e insetti pronubi nei territori, la creazione di una rete di Comuni amici delle api e di una rete di Parchi "Save the queen" e la realizzazione di una linea di miele.