Green&Blue

Attivismo

Sciopero del clima, Fridays for Future torna in piazza: “Non è tardi per il cambiamento”

Sciopero del clima, il movimento Fridays for Future torna in piazza
Sciopero del clima, il movimento Fridays for Future torna in piazza 

Manifestazione l’11 ottobre in tutta Italia per ribadire la necessità di agire contro la crisi del clima e non solo. A Torino organizzato un grande evento a cui aderiscono anche i sindacati

2 minuti di lettura

Sono cambiate tante cose per le ragazze e i ragazzi del clima, ma non la volontà di ribadire l'importanza di agire. Dal Covid in poi i movimenti dell'onda verde, come Fridays For Future, hanno fatto sempre più fatica a ritornare nelle piazze con la stessa spinta del 2019, ma in tempi in cui la crisi climatica è sempre più evidente il loro intento non è mai mutato.

Per questo l'11 ottobre i cortei e le manifestazioni di Fridays For Future torneranno di nuovo a popolare le città italiane, con una narrativa chiara: "Non è troppo tardi, il cambiamento è possibile", un appello all'unione per la giustizia sociale e climatica.

Tanti eventi concentrati nelle principali città

In un momento storico scandito da guerre, aumento del carovita, crescita delle temperature medie, ma anche eventi chiave come le elezioni americane o la Cop29 in partenza a Baku -gli attivisti vogliono ribadire l'importanza di cambiare rotta.

"L'attuale scenario porta le persone a pensare che sia troppo tardi per fare qualcosa e spesso crea un senso di impotenza. Per questo Fridays For Future Italia lancia un appello, possiamo ancora cambiare la rotta e contenere l’aumento della temperatura media globale a +1.5°, quello che manca è il coraggio e la volontà politica di mettere in atto strategie a lungo termine per la difesa dei territori e delle persone" ha spiegato Antonio Iodice dei Fridays.

Come scrivono i giovani dell'onda verde, il nuovo sciopero per il clima sarà ricordato come "la comunità scientifica globale si è espressa all’unanimità: i cambiamenti climatici attuali sono causati dalle attività umane; in particolare i cambiamenti che stiamo vivendo sono più rapidi di quello che si è visto in tutte le ere precedenti, e la causa diretta è il nostro modello economico e la distruzione dell’ambiente necessaria per la sua sopravvivenza. Difendere il clima significa difendere la vita delle persone".

I temi politici accanto a quelli ambientali

Ci sarà anche, precisano i ragazzi, un momento per ragionare su quanto sta accadendo in Palestina. "Ci schieriamo fermamente al fianco della resistenza del popolo palestinese, pretendiamo che la Palestina sia liberata da chi agisce per colonizzarla e sfruttarne le risorse naturali attraverso progetti fossili come il piano Mattei" ha detto ad esempio Anna Postorino dei Fridays, mentre l'attivista Emanuele Genovese ricorda l'importanza a suo dire di "impedire che gli errori degli stati e di alcune aziende vengano pagati dalle persone nelle zone più vulnerabili come chi vive nei paesi del sud del mondo e nelle zone di sacrificio in tutti i paesi, a cui si aggiungono ormai le sempre più frequenti zone alluvionate".

Tanti i temi politici che verranno toccati durante le manifestazioni, fra i quali "il no alla proposta di autonomia differenziata" e in generale verrà ribadita la convinzione che "la mobilitazione di massa capace di costruire comunità dietro a rivendicazioni di interesse collettivo è l’unica strada per ottenere un miglioramento delle nostre vite e per salvarci dalla distruzione" aggiunge Marzio Chirico dell'onda verde.

Le manifestazioni

Queste le piazze principali dove si terranno gli eventi e i cortei dell'11 ottobre, la cui lista viene aggiornata costantemente sul sito: a Firenze alle 11 è previsto un flash mob, poi presidi a Imperia, Lecce, Milano, Pavia, Roma, Siena (il 12 ottobre), Vicenza e un grande corteo a Torino che partirà alle 9.30 da piazza Statuto.

Alla manifestazione torinese aderiscono anche tante sigle, come i sindacati CGIL, Cisl, Uil, i Si Cobas, XR, Greenpeace, l'Arci, collettivi studenteschi e universitari e Acmos. Un corteo che, dicono gli attivisti, potrebbe passare anche sotto il Comune nel tentativo di far sentire le istanze dei giovani ai palazzi del potere.