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Clima

L'Albero Bioclimatico, l'oasi high-tech che rinfresca la città (senza elettricità)

Un rendering dell'Albero Bioclimatico
Un rendering dell'Albero Bioclimatico 

In Piazza dei Cinquecento a Roma un'installazione ispirata alle antiche torri del vento persiane combatterà le isole di calore. Sfruttando il principio del raffrescamento adiabatico. Promette di abbassare la temperatura fino a 10 gradi

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Sembra un'idea uscita da un romanzo di fantascienza ecologica, eppure affonda le sue radici in una sapienza antica di secoli. Si chiama “Albero Bioclimatico” ed è la risposta di Roma a una delle sue sfide più pressanti: le ondate di calore che trasformano le piazze in torridi deserti d'asfalto. Presto, questa struttura innovativa sorgerà nel cuore pulsante della capitale, in Piazza dei Cinquecento, per offrire un'oasi di fresco generata dalla sola forza della natura, senza consumare un watt di elettricità. Il progetto, donato dall'Università LUMSA al Campidoglio in occasione del Giubileo, nasce da una necessità non più rimandabile. Le isole di calore urbane non sono solo una fonte di disagio, ma un rischio concreto per la salute, specialmente per anziani e bambini. E in una città come Roma, dove piazze monumentali e strade pavimentate dominano il paesaggio, trovare refrigerio diventa una missione quasi impossibile.

Come funziona la tecnologia dell’Albero Bioclimatico

Ma come funziona questa meraviglia della "klima engineering"? A spiegarlo sono i progettisti, lo studio Haas Cook Zemmrich di Stoccarda e gli ingegneri climatici di Transsolar, coordinati da un'idea della direttrice del Master in bioarchitettura della LUMSA, Wittfrida Mitterer. Il principio è quello del raffrescamento adiabatico, una tecnica sfruttata già dagli Egizi per rinfrescare le loro dimore. Immaginiamo un grande cilindro centrale, realizzato in laterizio riciclato, la cui superficie viene mantenuta costantemente umida. L'aria calda, più leggera, che staziona nella parte alta della piazza, viene attirata verso questa superficie. Qui l'acqua, evaporando, sottrae calore all'aria, la quale si raffredda, diventa più densa e pesante, e cade dolcemente verso il basso. Il risultato è una corrente di aria fresca che si diffonde delicatamente nell'area circostante, creando una bolla di benessere con una temperatura percepita fino a 10°C inferiore rispetto al resto della piazza. Il tutto, senza motori, compressori o gas refrigeranti.

Da Teheran a Roma: un'idea antica per le città del futuro

L'Albero Bioclimatico non è un'invenzione isolata, ma l'erede moderno delle barjeel, le torri del vento che da millenni caratterizzano l'architettura persiana. È la stessa logica che troviamo oggi, in chiave avveniristica, a Masdar City, la città sostenibile negli Emirati Arabi, o nei progetti di riqualificazione urbana di Siviglia. Roma si inserisce così in un dialogo globale che cerca nella tradizione le risposte più intelligenti alle sfide del futuro. La scelta di Piazza dei Cinquecento (adiacente alla stazione Termini), caotico e assolato hub di transito per milioni di persone, non è casuale. L'installazione, dal costo stimato di circa 500.000 euro, non sarà solo un punto di ristoro per pendolari e turisti sfiniti dal caldo, ma un potente progetto pilota.

“L’installazione temporanea dell’Albero Bioclimatico è prevista nello slargo pedonale settentrionale, in adiacenza ai nuovi accessi della linea metro B, antistante l’Hotel NH e in prossimità della rotatoria dei taxi, ambito caratterizzato da elevato irraggiamento solare, assenza di barriere visive, continuità dei flussi pedonali e funzione consolidata di spazio destinato a installazioni temporanee, eventi e manifestazioni pubbliche secondo la programmazione di Grandi Stazioni Retail”, si legge nel progetto. Nel dettaglio si spiega anche che “lo stato attuale della piazza offre uno spazio pavimentato senza vegetazione, quindi particolarmente esposto all’isola di calore urbano, condizione che rende l’inserimento dell’albero bioclimatico particolarmente coerente sotto il profilo microclimatico, ambientale e prestazionale”.

Un esperimento per testare e, in futuro, replicare questa soluzione in altre "piazze difficili" della capitale, da Piazzale Flaminio, passando per piazza San Pietro, fino a Ponte Mammolo. In un'epoca in cui la crisi climatica ci impone di ripensare le nostre città, l'Albero Bioclimatico è più di una semplice installazione. È un simbolo. La dimostrazione che l'innovazione più efficace non è quella che ignora la natura, ma quella che impara a collaborare con essa.