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Biodiversità

Nel Regno Unito boom di farfalle, ma la minaccia del clima resta

Nel Regno Unito boom di farfalle, ma la minaccia del clima resta

Un singolo anno non è indicativo dello stato di salute delle farfalle, minacciate da tempo dal clima. Anzi, il record di quest’anno potrebbe anticipare tutt’altro

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Occhio a non farsi ingannare dai numeri e dai colori. Quest’anno infatti il Big Butterfly Count, il grande progetto di citizen science nel Regno Unito per la mappatura delle farfalle ha fatto il botto. Un’annata memorabile che tra luglio e agosto ha portato a scovare 1,7 milioni di farfalle e falene. In cima alla classifica degli avvistamenti si trovano la cavaiola minore (Pieris rapae), seguita dal titone (Pyronia tithonus), dalla cavaiola maggiore (Pieris brassicae), quindi dall’atalanta (Vanessa atalanta) e dalla giurtina (Maniola jurtina). Classifiche a parte, diverse specie, dicono dalla Butterfly Conservation che gestisce il progetto di mappatura, sono aumentate. Eppure, questa abbondanza non ha innescato particolare entusiasmo tra gli addetti ai lavori, anzi.

Il progetto di mappatura è nato nel 2010, con il preciso intento, attraverso il monitoraggio delle farfalle in giardini, foreste, parchi (qui i risultati per il 2026) di diventare una sorta di termometro della salute ambientale (in Italia esiste un progetto simile, il Butterfly Monitoring Scheme Italia, incluso nel più ampio progetto europeo, Butterfly Monitoring Scheme). La regola generale è che quando le farfalle diminuiscono non è un bel segno, dal momento che possono essere considerati dei veri e propri indicatori di biodiversità, spiegano sul sito del progetto britannico. Un anno con tanti avvistamenti allora perché dovrebbe destare preoccupazione?

Il punto è che monitorare le farfalle adulte, quelle che chiunque può incontrare nel bosco o in un giardino, è solo una parte della storia. Con il sole e il bel tempo è normale vedere tante farfalle, ma come ha spiegato Richard Fox, responsabile scientifico della Butterfly Conservation “un'estate favorevole per le farfalle adulte non equivale a un'estate favorevole per le popolazioni di farfalle”. I timori, prosegue Fox, vengono dai terreni, e dalla siccità diffusa, che già in passato ha decimato le farfalle e che sarà sempre più frequente: “Ciò che conta molto di più è quanto sta accadendo sul campo, ai bruchi e alle piante da cui dipendono. Le stesse condizioni meteorologiche che hanno reso quest'anno favorevole per le farfalle – molto sole e scarsissime precipitazioni – potrebbero in realtà preludere a un crollo della popolazione, per riprendersi dal quale potrebbero volerci anni”.

E in effetti, tra i dati generalmente in rialzo delle conte di quest’anno, ci sono alcuni al ribasso, e riguardano specie sensibili alla siccità, come l’egeria (la Pararge aegeria) e la pireide del navone (Pieris napi). Motivo per cui, combattere la siccità, piantando alberi, fiori e arbusti resistenti o lasciando zone di erba alta, potrebbero fornire zone d’ombra e umidità preziosi alle farfalle, aggiungono gli esperti.

Più in generale, come mostrano anche altri progetti di monitoraggio, il quadro non si delinea con il singolo anno. Dagli anni Settanta l’80% farfalle del Regno Unito è in diminuzione, ha aggiunto Fox, e anche allargando lo sguardo la situazione è preoccupante: dagli anni Novanta al 2024 in Europa le farfalle sono quasi dimezzate (o meglio, si è ridotto del 47% un indice usato per misurarne l’abbondanza). Il dato è parziale, perché riguarda un trend calcolato per 17 specie, ma è preoccupante, e dovuto soprattutto all'intensificazione dell'agricoltura e in generale alla perdita degli habitat per le farfalle. Non una nuova notizia, purtroppo, che va di pari passo allo spostamento dell’areale di questi insetti.