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Le aziende

Lo snack che nasce nelle filiere green

Lorenza Cipollina, direttrice Relazioni istituzionali, Comunicazione e Sostenibilità di Mondel?z in Italia
Lorenza Cipollina, direttrice Relazioni istituzionali, Comunicazione e Sostenibilità di Mondel?z in Italia 

“Promuoviamo consumi consapevoli, innovazione e packaging sostenibile”, spiega Lorenza Cipollina, direttrice Relazioni istituzionali, Comunicazione e Sostenibilità di Mondel?z in Italia

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Nell’industria alimentare, il vero impatto ambientale inizia molto prima dello scaffale. La maggior parte delle emissioni di CO? associate alla produzione alimentare deriva dalle materie prime: grano, cacao, latte e zucchero sono solo alcuni degli ingredienti alla base di una filiera che oggi si trova a un bivio. Rendere più sostenibili le catene di approvvigionamento non è più una scelta, ma una necessità. Le grandi aziende del settore stanno ripensando le proprie strategie per costruire filiere resilienti e trasparenti, investendo in programmi dedicati alla tracciabilità, al miglioramento delle condizioni di lavoro nei Paesi produttori e al benessere animale. Qui si inserisce l’impegno di Mondel?z International, multinazionale dello snacking attiva in oltre 150 Paesi con marchi globali come Philadelphia, Oreo, Milka, Tuc e brand locali come Oro Saiwa, Sottilette e Fattorie Osella. In Italia ha oltre 900 dipendenti, distribuiti tra uffici, rete commerciale e due stabilimenti a Capriata d’Orba (Alessandria) e Caramagna Piemonte (Cuneo).

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La sostenibilità è uno dei quattro pilastri strategici del gruppo, che si è posto obiettivi chiari su tre ambiti prioritari: ingredienti, packaging e clima. "Il nostro impegno per la sostenibilità è centrale e si concretizza in investimenti continui per rendere le nostre filiere – dal grano, al latte, fino al cacao – sempre più resilienti”, sottolinea Lorenza Cipollina, direttrice relazioni istituzionali, comunicazione & sostenibilità del gruppo Mondel?z in Italia. “Con il nostro rapporto annuale “Snacking Made Right” - aggiunge - promuoviamo consumi consapevoli, innovazione e packaging sostenibile. Vogliamo creare valore per le persone, il territorio e l’ambiente, costruendo un futuro migliore per tutti”.

Oltre il 70% dell’impronta di carbonio del gruppo proviene dalla catena di approvvigionamento delle principali materie prime utilizzate. Per questo, spiega Cipollina, “investiamo in programmi dedicati - quali Harmony per il grano, Cocoa Life per il cacao e iniziative dedicate al benessere animale per il latte - che si fondano sulla stretta collaborazione con i nostri fornitori e con gli agricoltori, con l’obiettivo di supportare i diversi attori nell’adozione di migliori pratiche agricole e promuovere filiere più resilienti e sostenibili”.

Harmony, il patto del grano buono, è un programma europeo avviato nel 2008 in Francia e attivo in Italia dal 2015. Si basa su un accordo con gli agricoltori che, tramite un sistema di incentivazione, si impegnano a rispettare le pratiche contenute nella Carta Harmony, co-ideata insieme a esperti agroecologici, istituti tecnici e gli stessi produttori. Alla fine del 2024, il programma aveva coinvolto 1.200 agricoltori in sette Paesi, coprendo 59 mila ettari coltivati e prati melliferi dedicati alla biodiversità, habitat di 24 milioni di api e 30 specie di farfalle.Con il piano “Ambition 2030”, Mondel?z punta ad accelerare la transizione verso l’agricoltura rigenerativa. A supporto è stata lanciata un’academy di formazione per agli agricoltori, con strumenti che facilitano la raccolta dei dati e il calcolo di indicatori agronomici e ambientali. Questo consente a ciascun produttore di monitorare i propri progressi e valutare il proprio impatto, orientando le decisioni in chiave sostenibile.Inoltre, l’azienda è impegnata per un packaging che protegga i prodotti e non danneggi l’ambiente.

Nel 2024 il 96% degli imballaggi di Mondel?z International risultava progettato per essere riciclabile e l’obiettivo è di raggiungere almeno il 98% entro la fine di quest’anno. È poi in corso un piano per ridurre del 25% l’uso di plastica vergine nei packaging rigidi e del 5% su tutti gli imballaggi rispetto al 2020. Anche sul fronte climatico, l’azienda si è posta obiettivi ambiziosi: ridurre del 35% le emissioni lungo l’intera catena del valore entro il 2030 e raggiungere il net zero entro il 2050.