LA RABBIA AUTOLESIONISTICA. Laura, una ragazza di 19 anni, si è presentata in terapia dimostrando una ipersensibilità emotiva. A seguito di una rottura sentimentale, nel tentativo di gestire il dolore e regolare l’emozione ha iniziato a tagliarsi. I familiari, spaventati, sono caduti nel panico e hanno assunto un comportamento iperprotettivo e ipercontrollante, ottenendo così l’effetto opposto di quello desiderato. La rabbia nella ragazza è aumentata a tal punto da cronicizzare il rituale del taglio per autoregolare le emozioni. Disturbo borderline della personalità, la guarigione inizia in famiglia UNA RABBIA LUNGA TUTTA LA VITA. Teresa, una donna di 47 anni, è entrata in cura per problemi lavorativi. Esplorando la sua storia personale è emerso che era costellata di relazioni interrotte. Relazioni caratterizzate da rotture causate da liti furibonde, in cui si andava dall’idillio all’inferno in modo repentino, con oscillazioni emotive continue ed eccessive rispetto all’età. È un caso evidente di non integrazione: Teresa non concepisce che nella stessa persona coesistano aspetti opposti, sia nell’altro che in se stessa. Per lei tutto o è bianco o è nero. Questo genera in lei una estrema irritabilità. Le stesse dinamiche si sono create sul lavoro: nel momento in cui il suo superiore le ha fatto una critica, lei si è sentita subito inadeguata, indegna, e a sua volta il capo per lei è diventato da stimato a incapace. Non sapendo regolare la sua rabbia e le sue emozioni è andata da lui rovesciandogli addosso i suoi pensieri e i suoi insulti, con tutte le conseguenze del caso. Analizzando la sua infanzia è emerso che fin da piccola Teresa ha sempre espresso in modo intenso le sue emozioni: anche durante i momenti di gioco si arrabbiava per un nonnulla e se ne andava. Ma non è stata dedicata attenzione a questi comportamenti che poi da grande si sono amplificati con tutte le conseguenze del caso. Dbp, quando l'ipersensibilità diventa un problema LA RABBIA PER DIFESA. Marco è un ragazzo che vive in una comunità-alloggio per minori. Si arrabbia facilmente e per ottenere qualche cosa, invece di fare delle richieste normali come tutti, spaventa le persone. Si tratta di un caso di ribaltamento: la persona fragile diventa minacciosa per paura di essere aggredita. In questo caso invece di rivolgere la rabbia, il sentimento di inadeguatezza verso se stesso, come faceva Laura tagliandosi, Marco la rivolge all’esterno, verso gli altri. In questo caso occorre muoversi con cautela perché se si condanna solamente il suo comportamento si corre il rischio di invalidare ancora di più le sue emozioni, sottolineando la sua inadeguatezza. La cura è dare valore a questo sentimento, a questa esperienza, portando il soggetto a comprendere quando questa rabbia sta montando e aiutandolo a porre un pensiero tra l’impulso e l’azione, tra i quali il lasso di tempo è brevissimo. Si attiva così la cosiddetta metacognizione, cioè il riconoscere i propri stati interiori e soprattutto che l’altro è un essere distinto. Un meccanismo quello della metacognizione attualmente in fase di sperimentazione presso il Terzocentro di Psicoterapia a Roma.