Lo sport è un farmaco naturale, che promuove la salute cardiometabolica, riduce il rischio di tumori, aiuta a regolare il peso e l’umore. I benefici per la salute mentale – in particolare – sono riconosciuti dalle principali linee guida per la prevenzione e la cura della depressione. Ma non tutti possono beneficiarne: esistono barriere di tipo socioeconomico, fisico e motivazionale che impediscono a molte persone di praticare attività fisica con regolarità. È in questo solco che si inserisce la ricerca sui cosiddetti “mimetici dell'esercizio”, farmaci e sostanze naturali capaci di replicare alcuni degli effetti biologici dello sforzo muscolare, senza che il paziente debba effettivamente praticare un’attività sportiva. Autentiche “pillole dello sport”, di cui un gruppo di psichiatri dell’Università di Ottawa propone oggi di studiare i potenziali benefici terapeutici per i pazienti che soffrono di depressione maggiore, soprattutto in presenza di barriere di natura fisica o psicologica che impediscano di praticare l’esercizio fisico.
I farmaci che mimano l’esercizio
Normalmente, durante l’esercizio le contrazioni dei muscoli provocano il rilascio di sostanze note come miochine, che svolgono il ruolo di mediatori ormonali, mettendo il comunicazione il sistema muscolo-scheletrico con gli altri organi del nostro corpo, come fegato, tessuto adiposo e cervello. Alcune sostanze possono intervenire in questi processi, promuovendo la produzione di miochine anche in assenza di un’attività fisica intensa e prolungata. Vengono definiti mimetici dell’esercizio, e comprendono farmaci come la metformina e sostanze naturali come il resveratrolo.
“Sicuramente gli effetti di questi farmaci possono influenzare il rilascio dei neurotrasmettitori che si attivano quando si pratica attività sportiva”, spiega a Salute Martina Zega, psicologa dell'istituto di medicina e scienza dello sport del CONI. “Tra questi ad esempio la serotonina, che va ad agire principalmente sulla regolazione dell'umore, la dopamina che invece riguarda proprio il sistema della ricompensa, della motivazione e tutti gli ormoni delle endorfine che regolano lo stress percepito”.
Le evidenze scientifiche
L’efficacia dello sport nel ridurre i sintomi della depressione maggiore è un fatto accertato da moltissimi studi: in pazienti con depressione lieve o moderata sembra addirittura sovrapponibile a quella di farmaci e altri interventi terapeutici. Guardando ai mimetici dell’esercizio, in un commento pubblicato su Molecular Psychiatry i ricercatori di Ottawa sottolineano che, seppur limitati, i dati oggi disponibili sono piuttosto promettenti.
Bassi livelli di miochine nel cervello sono stati infatti associati ad un peggioramento della qualità di vita e a una maggiore incidenza di sintomi depressivi. In modelli animali, alcune ricerche hanno dimostrato che l’assunzione di mimetici dell’esercizio riduce i sintomi depressivi, attraverso meccanismi – come una maggiore produzione di miochine e un potenzialmente dell’asse muscoli-cervello – che si osservano anche negli esseri umani. In un piccolo studio controllato e randomizzato su esseri umani, inoltre, la metformina è stata associata a una riduzione significativa dei sintomi depressivi in pazienti con comorbidità di depressione e diabete, dopo 24 settimane di trattamento.
Esercizio in pillole contro la depressione?
Secondo i ricercatori canadesi i mimetici dell’esercizio rappresentano una base promettente per lo sviluppo di nuove terapie contro le forme non severe di depressione maggiore. E meriterebbero quindi maggiore attenzione dal mondo della ricerca, per studiarne l’efficacia in trial clinici sia come terapia, che come strumento di prevenzione dell’insorgenza di disturbi dell’umore. Un’eventualità che Zega non esclude, pur sottolineando come gli aspetti neurobiologici spieghino solo in parte i benefici psicologici che produce l'attività sportiva.
“Esistono componenti del sistema limbico legate alla sfera emotiva, relazionale e alla cooperazione di gruppo che vengono attivate dagli aspetti sociali e relazionali dello sport, che un farmaco non può sostituire”, chiarisce l’esperta del Coni. “In un'ottica di salute pubblica, il farmaco mimetico potrebbe quindi rappresentare non un punto d'arrivo, ma un facilitatore per superare l'isolamento tipico delle fasi acute della depressione. Resta ferma l'importanza della prevenzione, specialmente tra gli adolescenti, per i quali lo sport praticato dal vivo funge da ‘vaccino mentale’, capace di stabilizzare il ritmo sonno-veglia, aumentare l'autoefficacia e la fiducia in sé stessi”.