Salute

Perché le zanzare pungono alcune persone più di altre

Perché le zanzare pungono alcune persone più di altre

Individuano i loro bersagli grazie a una serie di segnali che il nostro corpo emette. Non sono solo fastidiose, sono vettore di malattie. I consigli dell’epidemiologo per difendersi

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Il fastidio che può dare una zanzara nelle notti d’estate lo conosciamo tutti. Qualcuno più intensamente. Dopo una serata passata all’aperto nello stesso luogo c’è infatti chi torna coperto di pomfi e chi senza nemmeno una puntura. Su quattro persone nello stesso ambiente, una può attirare fino al 90% delle punture. Perché? Le zanzare pungono alcuni più di altri non certo per una questione di “sangue dolce”. Scelgono le loro vittime seguendo una serie di segnali biologici emessi dal nostro corpo: l'anidride carbonica, la sudorazione e l'odore della pelle.

La temperatura perfetta

Sono le femmine a pungere l'uomo perché hanno bisogno delle proteine del sangue per sviluppare le uova. “La temperatura perfetta per le zanzare, quella in cui la proliferazione è massima, è tra i 25 e i 30 gradi. Sotto i 25 e sopra i 30 producono una minore quantità di larve”, spiega Massimo Ciccozzi, professore di Epidemiologia e Statistica medica dell'Università Campus Bio-Medico di Roma.

L'anidride carbonica è il primo richiamo

Le zanzare vivono in un mondo fatto di sostanze chimiche. Riescono a individuare un potenziale ospite già a circa dieci metri di distanza, utilizzando una combinazione di stimoli visivi e olfattivi. “Il punto chiave, il primo elemento che le guida, è l'anidride carbonica che espiriamo”, dice Massimo Ciccozzi. Gli adulti sono presi di mira più dei bambini perché ne producono una quantità maggiore respirando.

Calore e sudore aumentano l'attrazione

Una volta individuata la direzione, entrano in gioco altri segnali, tra cui il calore e l'umidità della pelle. Questo spiega perché le donne in gravidanza possono risultare circa due volte più attraenti e dunque esposte alle punture: durante la gestazione aumentano il metabolismo, la ventilazione polmonare e la temperatura corporea, con una maggiore emissione sia di calore sia di anidride carbonica.

Anche l'attività fisica può aumentare temporaneamente il rischio di essere punti perché durante e subito dopo il metabolismo accelera, si produce più anidride carbonica, aumenta la temperatura corporea e si suda di più. Idem per chi ha una corporatura più grande: tende a produrre più calore e a espirare maggiori quantità di anidride carbonica.

L'odore della pelle è il fattore decisivo

Quando poi la zanzara si avvicina, è l'odore della pelle a orientare. Ha un ruolo fondamentale il microbiota cutaneo, cioè l'insieme dei microrganismi che vivono sulla nostra pelle. Questi batteri trasformano carboidrati, acidi grassi e peptidi presenti sulla superficie cutanea in composti organici volatili, molecole che evaporano facilmente e che le zanzare sono in grado di riconoscere. Sulla pelle umana ne sono stati identificati oltre 500. Tra le sostanze che sembrano aumentare l'attrazione ci sono l'ammoniaca, l'acido lattico e alcuni acidi carbossilici.

Una firma chimica personale

Uno studio della Rockefeller University ha analizzato l'odore della pelle di 64 volontari. I partecipanti hanno indossato per sei ore delle maniche di nylon, utilizzate come "collettori" delle sostanze odorose emesse dalla pelle. Quindi le zanzare sono state lasciate libere di scegliere chi tormentare. Mostrando una netta preferenza per chi produceva quantità maggiori di acidi carbossilici. La persona più attraente per le zanzare, lo era circa 100 volte di più rispetto a quella meno scelta. Una differenza che è rimasta costante negli anni, suggerendo che esistano caratteristiche biologiche stabili che influenzano l'attrattività per le zanzare. Si aggiungono però altri fattori temporanei come la temperatura corporea e la sudorazione.

Di padre in figlio: quanto conta la genetica

La composizione del microbiota cutaneo varia da persona a persona e potrebbe dipendere, almeno in parte, da fattori genetici. Uno studio dell'Università di Wageningen, nei Paesi Bassi, ha osservato che le persone particolarmente attraenti per le zanzare che trasmettono la malaria presentano una comunità batterica della pelle più abbondante ma meno diversificata rispetto a chi viene punto meno di frequente.

Anche gli studi sui gemelli fanno pensare a un possibile ruolo della genetica: i monozigoti hanno livelli di attrazione molto simili tra loro, mentre nei gemelli dizigoti le differenze sono più marcate. Ci sarebbe dunque una componente ereditaria, ma non esclusiva, nella suscettibilità alle punture.

Come difendersi

Le zanzare non sono solo un fastidio. “Sono pericolose. Sono un vettore di malattie come West Nile, Dengue, Chikungunya, Zika. Malattie in crescita negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici che favoriscono la diffusione delle zanzare”, ricorda Ciccozzi. Da qui l'invito a non sottovalutare la prevenzione. Come? Le autorità sanitarie si occupano delle disinfestazioni di aeroporti e porti e di merci provenienti da Paesi dove c’è stata una epidemia. Regioni e Comuni delle disinfestazioni programmate in aree verdi. A casa vanno eliminati ristagni d’acqua, usati repellenti e zanzariere.

Per la Dengue, da fine 2023 è disponibile un vaccino vivo attenuato per chi parte per una zona endemica per due, tre settimane. “Tramite la tecnologia ricombinante questo vaccino è in grado di garantire l’immunizzazione contro tutti e quattro i sierotipi del virus. Va fatto in due somministrazioni a distanza di tre mesi e protegge per 4/5 mesi. In Italia non serve fare il vaccino, ma occorre proteggersi sempre dalle punture”, dice l’epidemiologo.