Stop Obesity

Obesità negli adolescenti, le linee guida per affrontare il problema

Obesità negli adolescenti, le linee guida per affrontare il problema

Il documento, pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità, indica un percorso graduale, che inizia con gli interventi sullo stile di vita, ma prevede anche l’utilizzo dei farmaci e della chirurgia

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L’adolescenza è un momento cruciale per affrontare i problemi di peso, ed evitare che provochino effetti dannosi sulla salute nel corso della vita adulta. Purtroppo i numeri ci dicono che oggi obesità e sovrappeso sono in aumento anche, e soprattutto, tra i più piccoli. Fortunatamente, però, negli ultimi anni sono arrivate diverse novità terapeutiche che possono trovare posto anche nella cura dell’obesità giovanile. È per questo che l’Istituto superiore di sanità di recente ha pubblicato le prime Linee Guida italiane per il trattamento dell’obesità resistente alle terapie comportamentali e specifiche per la fascia di età 12-18 anni, un documento che punta ad assicurare ai pazienti uniformità di accesso ai trattamenti per quella che oggi, anche in età pediatrica, è riconosciuta ormai come una patologia cronica, progressiva e recidivante.

Le nuove linee guida

Il documento è stato pubblicato nel Sistema nazionale linee guida dell'Istituto superiore di sanità. Nasce da un’iniziativa dell’Associazione Medici Endocrinologi e dalla cooperazione tra 13 società scientifiche, due associazioni di pazienti, l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (Altems) e l’Istituto Mario Negri, a cui è stato chiesto di coordinare la revisione sistematica della letteratura scientifica, elaborare le metanalisi e produrre le tabelle riassuntive delle evidenze disponibili.

Il vero cambio di passo rispetto al passato, è l’approccio, non più attendista. Le nuove indicazioni sottolineano infatti che l'eccesso ponderale deve essere trattato sempre, anche negli adolescenti, con tutti gli strumenti che si hanno a disposizione: dall'approccio alimentare e comportamentale all'attività fisica alle terapie farmacologiche e chirurgiche, quando necessarie. Il principio guida dell’intervento clinico è la gradualità dei trattamenti.

Si inizia dallo stile di vita

La prima misura raccomandata è sempre la modifica dello stile di vita risiede nella modifica dello stile di vita attraverso l’approccio definito Trattamento Comportamentale Intensivo (Ihblt), un percorso integrato che prevede almeno 26 ore di contatto con il personale sanitario nell’arco di un anno. Sul piano nutrizionale si raccomanda uno schema personalizzato basato sul modello mediterraneo, riducendo drasticamente il consumo di zuccheri semplici, bevande zuccherate e cibi ultraprocessati. L’attività fisica deve prevedere almeno un’ora al giorno di esercizio da moderato a intenso, associata a una limitazione del tempo trascorso davanti agli schermi a meno di due ore giornaliere.

Qualora questo approccio non porti a una riduzione di almeno il 5% del peso iniziale dopo sei mesi, si passa a un intervento strutturato multidisciplinare che può includere la terapia psicologica e il ricorso ai farmaci analoghi del Glp-1. Per i casi più gravi, caratterizzati da un indice di massa corporea superiore a 40, o a 35 se in presenza di patologie metaboliche correlate, e a seguito del fallimento dei tentativi precedenti, le linee guida indicano la possibilità di valutare la chirurgia bariatrica dopo un monitoraggio di sei mesi in strutture specializzate.

La presa in carico multidisciplinare

Per ora, le raccomandazioni contenute nelle linee guida sono “condizionate”, aperte cioè a una possibile revisione futura, perché gli studi effettuati sulla popolazione giovanile sono ancora pochi.L’adozione di un documento d’indirizzo nazionale è comunque un primo passo importante, che aiuterà gli specialisti a uniformare la gestione dell’obesità negli adolescenti su tutto il territorio nazionale, e a garantire – ove necessario – anche a questi giovani pazienti l’accesso alle terapie più recenti, come gli analoghi di Glp-1.

Il documento sottolinea, comunque, che la presa in carico dell’adolescente richiede il lavoro integrato di un’equipe multidisciplinare: l’adolescenza comporta infatti una particolare vulnerabilità legata ai cambiamenti dello sviluppo corporeo e ormonale, oltre a una più alta incidenza di disturbi dell’umore e del comportamento alimentare. La somministrazione di terapie farmacologiche richiede quindi cautela e continuità, per evitare il rapido recupero ponderale che segue la sospensione della terapia. Gli interventi in fase adolescenziale mostrano un’efficacia talvolta limitata, e per questo nelle linee guida si sottolinea la necessità di aumentare l’attenzione alla prevenzione precoce, a partire dalla gravidanza e dai primi anni di vita, promuovendo l’allattamento, un corretto svezzamento e il controllo dei fattori ambientali di rischio.