Non si capita per caso a San Vito di Cadore, lassù nella conca dolomitica sopra Belluno che prosegue salendo fino a Cortina. Quiete e boschi dappertutto, al solo prezzo di un lungo tragitto verso il margine nord-orientale d'Italia, con la fortuna aggiunta dello scorrere di panorami irripetibili durante tutto il viaggio.
Suonerebbe eccessivo desiderare anche un grande ristorante in un luogo già così prezioso, eppure grazie al brillante lavoro di due ragazzi innamorati non manca nemmeno quello. Oliver Piras e Alessandra Del Favero, una sanvitese e un cagliaritano compagni nella vita come ai fornelli, si sono ritagliati una sala con quattro tavoli ed eleganti pareti di legno nudo all'interno dell'albergo di famiglia di lei, dove giocano a mischiare suggestioni locali e lontane, tenendole insieme per mezzo delle grandi capacità tecniche maturate lavorando a bottega da maestri supremi (Robuchon, Redzepi, Roca, Cerea...).
La scuola danese sembra aver fatto breccia nel cuore di Piras più a fondo di quella transalpina, dunque non stupiscono note aromatiche e acidità pungenti di piatti come trota, cren selvatico e alloro, o come la sfoglia di rapa con mela verde, coriandolo e caviale. Asticella che sale ancora per le linguine al succo di mirtillo con salsiccia di Bra a bocconi, dove è l'elemento grasso a smussare quello acido per raggiungere l'equilibrio, e non il contrario come sovente avviene.
È tuttavia un piatto italiano per cultura (nonostante la sfumatura orientale negli intenti) a dare l'impressione che la maturità gastronomica sia già alla portata del giovane sardo, perché i ravioli alla zucca con umeboshi (prugne fermentate), testina di maiale e amaro del Cadore, si fermano nel giusto punto di confine tra piacioneria e rischio, finendo con l'attrarre il più navigato dei gastronomi così come il palato quasi vergine.
Conto fra i 60 euro per tre piatti alla carta e gli 85 del menu più lungo; equo se non poco, per una cucina mai vista prima sulle Dolomiti.
Aga Ristorante
Via Trieste 6
San Vito di Cadore (Bl)
Tel. 043.6890134
(4 febbraio 2016)
Suonerebbe eccessivo desiderare anche un grande ristorante in un luogo già così prezioso, eppure grazie al brillante lavoro di due ragazzi innamorati non manca nemmeno quello. Oliver Piras e Alessandra Del Favero, una sanvitese e un cagliaritano compagni nella vita come ai fornelli, si sono ritagliati una sala con quattro tavoli ed eleganti pareti di legno nudo all'interno dell'albergo di famiglia di lei, dove giocano a mischiare suggestioni locali e lontane, tenendole insieme per mezzo delle grandi capacità tecniche maturate lavorando a bottega da maestri supremi (Robuchon, Redzepi, Roca, Cerea...).
La scuola danese sembra aver fatto breccia nel cuore di Piras più a fondo di quella transalpina, dunque non stupiscono note aromatiche e acidità pungenti di piatti come trota, cren selvatico e alloro, o come la sfoglia di rapa con mela verde, coriandolo e caviale. Asticella che sale ancora per le linguine al succo di mirtillo con salsiccia di Bra a bocconi, dove è l'elemento grasso a smussare quello acido per raggiungere l'equilibrio, e non il contrario come sovente avviene.
È tuttavia un piatto italiano per cultura (nonostante la sfumatura orientale negli intenti) a dare l'impressione che la maturità gastronomica sia già alla portata del giovane sardo, perché i ravioli alla zucca con umeboshi (prugne fermentate), testina di maiale e amaro del Cadore, si fermano nel giusto punto di confine tra piacioneria e rischio, finendo con l'attrarre il più navigato dei gastronomi così come il palato quasi vergine.
Conto fra i 60 euro per tre piatti alla carta e gli 85 del menu più lungo; equo se non poco, per una cucina mai vista prima sulle Dolomiti.
Aga Ristorante
Via Trieste 6
San Vito di Cadore (Bl)
Tel. 043.6890134
(4 febbraio 2016)