Metti piede in Romagna e subito senti il profumo ghiotto e inconfondibile di passatelli in brodo, tagliatelle al ragù, salsiccia matta, ciccioli, cappelletti... Eppure gli indirizzi più interessanti della zona non propinano scontate riedizioni dei classici regionali. Se di Piergiorgio Parini all'Osteria del Povero Diavolo di Torriana giustamente si parla e si è parlato, ancora troppo poco si sa e si racconta circa un giovane cuoco di sicuro avvenire che officia appena fuori Cesena, a Montiano.
Gianluca Gorini, trentatré anni di cui quattro passati al fianco del grande incompreso della cucina italiana, Paolo Lopriore, il quale lo ha evidentemente marchiato a fuoco con le sue estremizzazioni da libero cucinatore.
Timido per indole ma spregiudicato nelle idee gastronomiche, Gorini è padre di una cucina che si può amare incondizionatamente o trovare a tratti quasi sgradevole, ma che di sicuro non può lasciare indifferenti.
In alternanza a piatti perfetti e godibili in assoluto come le lumachine di mare in porchetta con crema di patate cotte nella cenere, o come l'anguilla al fumo di brace con stridoli, prugnoli e tartufo, ci si trova davanti piatti altrettanto perfetti nella realizzazione ma meno automatici da apprezzare, specie a causa di una reiterazione dell'amaro che comincia interessante ma poi finisce col risultare faticosa per il palato. Luppolo, asparagi, erba cipollina e tè matcha, o animelle con mandorla e bitter, sono quindi pensieri in teoria corretti ma non per forza memorabili, a differenza dei meravigliosi bottoni alle fave immersi in un saporito ma pulitissimo consommé di pecorino e pecora.
Buoni seppur complessi anche i dessert, e carta dei vini (a prevalenza naturale) ricca di buone etichette a prezzi contenuti.
Conto fra i 50 euro per due piatti alla carta e i 100 del menu degustazione più esteso; gettone onesto per provare la cucina di uno dei probabili grandi cuochi italiani di domani. Gianluca Gorini, segnarsi il nome e andare a trovarlo.
Le Giare
via al Castello 368 A/B
località Montenovo, Montiano
Tel. +39 0547 51430
(16 giugno 2016)
Gianluca Gorini, trentatré anni di cui quattro passati al fianco del grande incompreso della cucina italiana, Paolo Lopriore, il quale lo ha evidentemente marchiato a fuoco con le sue estremizzazioni da libero cucinatore.
Timido per indole ma spregiudicato nelle idee gastronomiche, Gorini è padre di una cucina che si può amare incondizionatamente o trovare a tratti quasi sgradevole, ma che di sicuro non può lasciare indifferenti.
In alternanza a piatti perfetti e godibili in assoluto come le lumachine di mare in porchetta con crema di patate cotte nella cenere, o come l'anguilla al fumo di brace con stridoli, prugnoli e tartufo, ci si trova davanti piatti altrettanto perfetti nella realizzazione ma meno automatici da apprezzare, specie a causa di una reiterazione dell'amaro che comincia interessante ma poi finisce col risultare faticosa per il palato. Luppolo, asparagi, erba cipollina e tè matcha, o animelle con mandorla e bitter, sono quindi pensieri in teoria corretti ma non per forza memorabili, a differenza dei meravigliosi bottoni alle fave immersi in un saporito ma pulitissimo consommé di pecorino e pecora.
Buoni seppur complessi anche i dessert, e carta dei vini (a prevalenza naturale) ricca di buone etichette a prezzi contenuti.
Conto fra i 50 euro per due piatti alla carta e i 100 del menu degustazione più esteso; gettone onesto per provare la cucina di uno dei probabili grandi cuochi italiani di domani. Gianluca Gorini, segnarsi il nome e andare a trovarlo.
Le Giare
via al Castello 368 A/B
località Montenovo, Montiano
Tel. +39 0547 51430
(16 giugno 2016)