Il Gusto

Il fascino discreto della torre dove la cucina flirta con la moda

Il fascino discreto della torre dove la cucina flirta con la moda
Milano, nel ristorante della Fondazione Prada terrazza con vista e le specialità dello chef di lungo corso Fabio Cucchelli. Seguici anche su Facebook 
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La fermata dell’autobus è proprio di fronte a uno dei due ingressi, la strada non è il massimo e di sera è deserta, però davanti all’ingresso della Torre della Fondazione Prada ci sono due signori che vigilano. E ti spiegano: l’ascensore è lì dietro, sesto piano.

L’ascensore è rivestito di marmo, e quando ne esci il mondo è cambiato. Non sei alla fine di tutto, ma in un posto bello, arioso, elegante, con una parete intera fatta da bottiglie di liquore che separa il bar dal terrazzo. Bevi un aperitivo con vista, buono, e sei già ben disposto per la cena.
Proposta e servita in modo gentile ma senza affettazione, la lista parla di cose riconoscibili, rassicuranti: vitello tonnato, fatto molto bene e usando davvero il vitello; frittatina di fiori di zucca con ricotta di capra, un insieme cremoso e gustoso molto stuzzicante; fritto di calamari e verdure, qualcosa di croccante, qualcosa di morbido, un buon sapore e se c’è un filo d’olio non disturba; risotto alla milanese, perbacco, ma è un vero risotto, buono, all’onda. E quando arriva la cotoletta è un piacere, è alta, ben impanata, rosa dentro, con l’osso.
Si sente che Fabio Cucchelli è uno chef di lungo corso e i suoi piatti sono eseguiti con mano sicura. Nel corso dell’anno, grazie al progetto Care’s, si alterneranno come ospiti chef stranieri sotto i 30 anni. Gli arredi, come è logico, non sono soltanto quelli originali del Four Seasons newyorkese degli anni Cinquanta, ma sono belli, comunque originali nel senso di non banali, e il locale ha un’atmosfera che rilassa ed elettrizza insieme. Un posto indovinato. Va detto anche che i vini, da scegliere in una carta piuttosto fornita, hanno ricarichi assolutamente onesti. Si conclude con una scelta di dolci: non sono molti, ma sono una bontà.
Non ci sono stonature, nemmeno un eccesso di premure che risulterebbe fastidioso. Il giusto. Come il conto, che stupisce: in un posto così, circa 50 euro a testa compresi i vini è una cifra più che moderata. Un omaggio ai milanesi. Ancora un’occhiata al panorama, dalla terrazza. Lo skyline di Milano non è imperdibile, ma il tramonto ha sempre i suoi buoni argomenti. E la signora Prada ha trasformato un angolo di periferia in un luogo di grande fascino. Questo è stile.