Il ristorante più ricco d'Italia? Da Vittorio, ma per Cannavacciuolo crescita record
Lara De Luna
Prima in classifica la famiglia Cerea, seguita dai fratelli Alajmo e Antonino Cannavacciuolo
Uno studio mette a confronto i fatturati dei cuochi degli ultimi anni, stilando una classifica della ristorazione italiana dal punto di vista economico. Seguici anche su Facebook
Aggiornato 2 minuti di lettura
Luci della ribalta, menu stratosferici - per contenuti e prezzi -, ricerca incessante sulla qualità degli ingredienti, grande servizio di sala. Sono solo alcuni degli ingredienti del successo di un ristorante gourmet che può fregiarsi di una - o più stelle Michelin -, e tutti fanno intuire il grado di difficoltà del lavoro necessario. Ma posti su una bilancia costi e benefici, sottratti dall'incasso gli onerosi costi di mantenimento, cosa resta? E soprattutto, a parità di successo mediatico e di critica, corrisponde un eguale successo in termini di fatturato?
E' questa la domanda che si è posta la Pambianco strategie di impresa, che ha studiato a fondo il circuito economico dei grandi ristoranti italiani, stilando un'interessante ricerca. Lo studio ha evidenziato che "complessivamente le 10 società di proprietà di chef stellati che hanno conquistato il vertice della classifica nel 2017 hanno incassato nel loro complesso poco meno di 73 milioni di euro mettendo a segno una crescita media superiore al 10%". Un dato importante che sembra ulteriormente cresciuto nel 2018.
Questa classifica "un po' diversa" vede consolidata la leadership della famiglia Cerea che con il suo Da Vittorio di Brusaporto, in provincia di Bergamo, 3 stelle Michelin, insieme alle attività accessorie ha incassato complessivamente 17,9 milioni di euro, in crescita del 3,5%. Medaglia d'argento alla squadra d'assalto dei locali dei fratelli Alajmo, "presenti non solo in Veneto con il tre stelle Le Calandre e con La Montecchia, Gran Caffè Quadri, e Amo - T Fondaco dei Tedeschi ma anche a Parigi e tra poco a Milano in Corso Como" e cresciuti di quasi il 18% raggiungendo un fatturato di 13,4 milioni. Il podio è chiuso da Antonino Cannavacciuolo che mette a segno una crescita di oltre il 25% grazie alla società Capri, creata con la moglie Cinzia, con la quale gestiscono non solo Villa Crespi, ma anche i loro bistrot sempre più di successo.
Subito oltre il podio, al quarto posto, Carlo Cracco
A scalare, nei primi dieci, nomi importanti della ristorazione italiana, da Cracco alla famiglia Iaccarino del Don Alfonso 1890:
1. Famiglia Cerea - Da Vittorio, Brusaporto (BG)
17, 9 milioni di fatturato nell’ultimo anno
2. Alajmo - Le Calandre, Sarmeola di Rubano (PD)
13,4 milioni di fatturato
3. Cannavaciuolo - Villa Crespi, Orta San Giulio (NO)
9,9 milioni di fatturato
4. Cracco - Cracco in Galleria, Milano
8,1 milioni di fatturato
5. Bartolini - Mudec, Milano
6,1 milioni di fatturato
6. Perbellini - Casa Perbellini, Verona
5,3 milioni di fatturato
7. Bottura - Osteria Francescana, Modena
Non dichiarato per il 2017, reddito 2016 pari a 5,7 milioni
8. Berton - Ristorante Berton, Milano
5,1 milioni di fatturato
9. Romito - Reale, Castel Di Sangro (AQ)
4,6 milioni di fatturato
10. Iaccarino - Don Alfonso 1890, Sant'Agata sui due golfi (NA)
2,5 milioni di fatturato