NEW YORK - Arrivano le superfici attive, capaci di controllare i fluidi o le particelle che vi sono poggiati, guidandone i movimenti. Il nuovo materiale, messo a punto nel Massachusetts Institute of Technology (Mit) e descritto sulla rivista Applied Physics Letters, apre la strada a nuove applicazioni, come i pannelli solari autopulenti. Si tratta di una sorta di sottile foglio metallico, la cui superficie è costituita da microscopici rilievi che possono essere fatti oscillare con un campo magnetico, ad esempio una calamita. In questo modo è possibile far scivolare qualsiasi materiale presente sulla superficie, come l'acqua o particelle di polveri.Non si tratta di un'idea completamente nuova, ma il lavoro dei ricercatori statunitensi ha permesso di fare tutto questo riducendo moltissimo le energie necessarie ad attivare la capacità di 'scivolamento', rendendo così sempre più vicino il possibile impiego di questi materiali attivi. Una possibile applicazione potrebbe riguardare i pannelli solari. Un grande problema è infatti rappresentato dalle polveri che vi si depositano, facendo ridurre nel tempo il rendimento dei dispositivi. Il fenomeno è ancor più grave nelle regioni desertiche dove, nonostante la grande quantità di sole, il rendimento dei pannelli solari si riduce moltissimo in pochissimi mesi, rendendo di fatto questa tecnologia non applicabile su grandi scale.