Salute

Vaccinarsi o no per l’influenza? Agli interrogativi più comuni risponde l’esperto

Vaccinarsi o no per l’influenza? Agli interrogativi più comuni risponde l’esperto

I dubbi legati al vaccino di stagione. Che fare se si è raffreddati? O si pensa di essersi già presi il virus? Il parere di Carlo Federico Perno

2 minuti di lettura

Vaccinarsi o non vaccinarsi per l’infuenza: per molti questo è ancora una dilemma. Nonostante le chiare raccomandazioni degli esperti, in tanti sono infatti ancora dubbiosi su cosa fare. Spesso questi dubbi sono legati a una serie di perplessità, tutte lecite, che possono essere facilmente risolvibili. A fare chiarezza sui 5 interrogativi più comuni, offrendo un supporto a tutti coloro che desiderano prendere una decisione informata, è Carlo Federico Perno, direttore di Microbiologia e diagnostica di Immunologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Conviene vaccinarsi lo stesso, anche se si pensa di aver già avuto l'influenza? È la classica situazione di chi ha avuto un brutto raffreddore o un malessere sospetto.

"Ma aver avuto i sintomi influenzali non significa aver avuto l'influenza", chiarisce subito Perno. "La sintomatologia influenzale è praticamente la stessa, anche se lieve, di decine di altri virus che colpiscono l'organismo. Questi virus (parainfluenzali, rhinovirus, ecc.) - aggiunge - danno sintomi simili, ma sono totalmente diversi dal vero virus influenzale", aggiunge. Questo significa che non si ha la certezza di essere protetti dal virus influenzale. "Per questo motivo, conviene vaccinarsi anche in caso di precedenti malesseri 'sospetti', per ottenere la protezione specifica contro i ceppi influenzali", sottolinea l'esperto. Cosa succede se si viene colpiti dall'influenza pochi giorni dopo la vaccinazione? "Assolutamente niente di male", rassicura Perno. "Il vaccino impiega dai 10 ai 21 giorni per fare effetto, mediamente 14-15 giorni, per stimolare completamente il sistema immunitario. Se ci si contagia prima che la protezione sia completa - continua - non succede nulla: ci si ammala semplicemente".

Tuttavia, è bene chiarire una cosa: la protezione data dal vaccino non è "tutto o nulla". È una protezione che cresce progressivamente col tempo. "Questo ha un vantaggio non indifferente e cioè che se ci si prende l'influenza probabilmente si avrà in forma più lieve," spiega Perno. "Si beneficia dunque di una protezione parziale", aggiunge.Si rischia di sentirsi male per via degli effetti collaterali il giorno dopo la vaccinazione?Gli effetti collaterali del vaccino antinfluenzale sono generalmente lievi e a breve termine. Non ci si deve dunque aspettare effetti collaterali pesanti.

"Il vaccino antinfluenzale è un vaccino a virus ucciso, il che significa che non replica e se non replica non può fare danni all'organismo", chiarisce Perno. "Inoltre, gli effetti collaterali si limitano a una risposta infiammatoria nel sito di iniezione, quindi un po' di gonfiore o dolore nel braccio che di norma dura più o meno; alcuni possono sentire stanchezza, un po' di febbre o mal di testa", aggiunge. Nulla di eccessivo e non si rischiano di perdere giorni di lavoro. "Anche in caso di effetti collaterali, la mattina dopo ci si sente già in perfetta forma", assicura Perno.

Visto che il vaccino degli anziani è più forte, lo possono essere anche gli effetti collaterali? In effetti, un vaccino più forte può dare luogo a effetti collaterali più forti. Ma è comunque più vantaggioso il vaccino "potenziato". "Con l'avanzare dell'età il sistema immunitario risponde in modo meno efficace agli stimoli esterni, inclusi i vaccini standard", spiega Perno. "Da qui l'idea di somministrare agli anziani un vaccino potenziato", aggiunge. Ne esistono due tipologie principali per gli anziani: a dosaggio elevato, cioè che contiene quattro volte la quantità di antigene del vaccino standard; o adiuvato, cioè che contiene una sostanza che amplifica la risposta immunitaria del corpo.

"Sono possibili reazioni locali più intense (dolore al braccio) dovute al maggiore stimolo immunitario, ma sono comunque lievi e transitorie", evidenzia Perno. "Non ci sono rischi aggiuntivi di reazioni gravi rispetto al vaccino standard. Il vantaggio di una protezione più robusta supera di gran lunga questo piccolo disagio", aggiunge.Si possono consumare alcolici il giorno della vaccinazione? Non ci sono controindicazioni specifiche e assolute al consumo di alcolici. "Nessuna correlazione e nessun divieto", conferma Perno. "La cautela è legata al buon senso e alla salute generale. Il consiglio - afferma l'esperto - è che sarebbe bene che il consumo di alcolici fosse sempre moderato. Evitare gli eccessi permette al corpo di concentrarsi sulla risposta immunitaria senza l'onere aggiuntivo del metabolismo dell'alcol".

Alcol che peraltro non è mai consigliato, ma al massimo tollerato. In ogni caso meglio evitare gli eccessi per 24-48 ore prima e dopo l'iniezione, garantendo così al corpo di concentrarsi sulla risposta immunitaria. E' dunque evidente che la vaccinazione antinfluenzale comporta più vantaggi che svantaggi. Su questo non ci sono dubbi e, in ogni caso, non ci sono perplessità che il proprio medico curante non possa chiarire.