Salute

Sonnolenza cronica: a soffrirne è un italiano su tre

Sonnolenza cronica: a soffrirne è un italiano su tre

Aumentano disattenzione e problemi sul lavoro. Più rischi di errori e incidenti. E in autunno e inverno la stanchezza peggiora. Ecco i consigli per rimediare

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Sonno mattutino, desiderio di fare riposini durante la giornata, spossatezza la sera. A soffrire di sonnolenza diurna sono davvero in tanti. E in autunno e inverno ancora di più, a causa della minore esposizione alla luce.

Secondo l’indagine “Plus” dell'Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche (Inapp), circa un terzo degli italiani riporta sonnolenza diurna. Tra questi, più della metà soffre di un disturbo del sonno, come insonnia, risvegli frequenti e apnee notturne. Con effetti anche sulla performance lavorativa e più in generale sulla vita quotidiana. Proprio per questo motivo la cura del sonno dovrebbe ricevere maggiore attenzione sia dai singoli sia dalle autorità sanitarie.

La ricerca, svolta da Luciano Bubbico, con l’analisi statistica di Corrado Polli (entrambi dell’Inapp), mostra i rischi della sonnolenza eccessiva.

I numeri del sonno

L’indagine Plus ha coinvolto 45mila italiani di età fra i 18 e i 74 anni. Dai risultati dei questionari somministrati, il 32% dei partecipanti soffre di sonnolenza diurna e il 56% di insonnia, apnee ostruttive del sonno, risvegli notturni o disturbi del ritmo circadiano. La sonnolenza aumenta gradualmente con l’età e più colpite sono le fasce fra i 46 e i 74 anni. Inoltre, chi ne soffre ha un rischio più alto dalle 4 alle 7 volte di disturbi visivi, dell’equilibrio, uditivi (soprattutto in situazioni rumorose) e di ansia. Aumenta di 5 volte la probabilità di cadute accidentali, più frequente negli individui con un disturbo del sonno e non solo con sonnolenza occasionale.

La performance cognitiva e lavorativa

La sonnolenza compromette la performance lavorativa attraverso diversi meccanismi. “Possono calare le abilità cognitive – sottolinea Luciano Bubbico, otorinolaringoiatra e Coordinatore scientifico del Gruppo di Ricerca Disabilità Neurosensoriali dell’Inapp – come attenzione, concentrazione, memoria di lavoro, ma anche capacità di prendere decisioni e problem solving”. E non è solo colpa della disattenzione. “La sonnolenza - prosegue – fa diminuire la risposta dei sistemi sensoriali e, dunque, l’acuità visiva, la capacità uditiva (soprattutto negli ambienti rumorosi) e la risposta del sistema vestibolare, legato all’equilibrio”. Il riflesso vestibolare fa sì che quando stiamo camminando e voltiamo la testa, l’occhio riesce rapidamente a mettere a fuoco gli oggetti circostanti mantenendo salda la posizione corporea.

“Il calo dell’attenzione e il rallentamento della risposta sensoriale espongono non solo a un rischio concreto di una cattiva performance, per esempio mancate consegne, errori nei documenti o nell’organizzazione lavorativa - prosegue Bubbico – ma anche di cadute accidentali e incidenti nella guida o sul lavoro anche gravi. Nei lavori manuali anche alle persone più esperte possono capitare distrazioni causa di incidenti potenzialmente fatali”.

La procrastinazione, poi, è un altro elemento rilevato nell’indagine Plus: è più alta (passa dall’1 al 4%) fra chi soffre di sonnolenza. “Si rimandano i compiti con il rischio di un maggiore stress per terminarli in tempo o di imprecisioni ed errori”, continua l’esperto. “Questo non fa altro che aumentare ansia, senso di colpa e stress e così peggiora la qualità del sonno”. Come un cane che si morde la coda.

Oltre all’impatto sul lavoro e sulla salute, la presenza di spossatezza riduce o annienta la vita sociale, dato che la persona rinuncia a numerose attività, e può avere effetti negativi anche nelle relazioni e in famiglia, a causa del nervosismo e dalla minore intraprendenza associati alla stanchezza.

La sonnolenza tende a essere più marcata in autunno e in inverno, quando le giornate si abbreviano. “Si tratta di un fenomeno fisiologico associato alla minore esposizione alla luce”, aggiunge Bubbico. “A volte c’è un maggiore fabbisogno di sonno rispetto al periodo estivo”. Questo elemento, dunque, richiama l’attenzione sull’importanza di prenderci cura del nostro sonno, un tema ancora spesso sottovalutato.

L’importanza del sonno

Per gli adulti è importante dormire dalle 7 alle 9 ore. E’ consigliabile fare sempre una cena leggera, almeno 2-3 ore prima di andare a letto, e non utilizzare schermi e device almeno nell’ora precedente.

“Oltre a seguire le regole dell’igiene del sonno, è importante che chi soffre di insonnia, di interruzioni frequenti o disturbi del sonno si rechi dal proprio medico”, aggiunge l’esperto. “Fra gli specialisti di riferimento, c’è l’otorinolaringoiatra che, attraverso l'esame fibroendoscopico delle fosse nasali, della bocca e della gola, può individuare possibili cause del russamento e della stanchezza diurna legati all'apnea ostruttiva del sonno (OSA). Svolge inoltre un fondamentale ruolo per diagnosticare problemi neurosensoriali correlati”.

C’è poi il neurologo. “Questo professionista – prosegue Bubbico – indaga gli aspetti neurologici legati ai disturbi del sonno, fra cui l'insonnia, la sindrome delle gambe senza riposo, le apnee centrali e le parasonnie come il sonnambulismo”. Lo pneumologo, poi, si concentra sulle patologie delle vie aeree inferiori e sull’apnea notturna, predisponendo opportuni trattamenti.

Le cause della sonnolenza

Oltre ad un riposo troppo breve, le cause della sonnolenza diurna possono essere varie. Può esserci un disturbo del sonno, incluse problematiche meno conosciute come le parasonnie, fra cui sonnambulismo e allucinazioni correlate al sonno (non sono allucinazioni vere e proprie), e la sindrome delle gambe senza riposo. Alcune malattie autoimmuni e alcune patologie croniche, come la fibromialgia e la sindrome da fatica cronica, possono causare stanchezza e sonnolenza. Questo vale anche per la depressione, il disturbo bipolare e alcuni altri disturbi psichiatrici.