Salute

Una piccola scossa in cuffia per alleviare la depressione

Una piccola scossa in cuffia per alleviare la depressione

Già disponibile in Italia e in Europa, ora ha anche l’ok dell’Fda americana. Si usa a casa e può essere un’alternativa ai farmaci. Ecco come funziona

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Una cuffia da indossare, seduti sul divano di casa, per trattare la depressione. Non è un’improbabile promozione, ma è il risultato dell’approvazione della FDA, l’agenzia responsabile della regolazione della salute pubblica americana che, più di ogni altra, influenza l’agenda sanitaria globale: è arrivato l’ok per l’uso di un dispositivo portatile, pressoché privo di effetti collaterali, come terapia per la depressione, da fare a domicilio.

La cuffia FL-100, prodotta dall’azienda svedese Flow Neuroscience, si indossa come un cerchietto ed è dotata di due spugne che rimangono all’altezza della fronte per il tempo del trattamento – mezz’ora al giorno per 10 settimane, cinque giorni a settimana - così da stimolare, attraverso il passaggio di un’impercettibile corrente elettrica, un’area cerebrale specifica, la corteccia prefrontale dorsolaterale, nota per essere coinvolta nei disturbi dell’umore e, appunto, nella depressione. Un collegamento remoto serve ad attivarla e a garantirne il corretto posizionamento e funzionamento, tramite un’app che si scarica sullo smarphone.

Un approccio antico

Semplice e allo stesso tempo rivoluzionario. Alla base di questo approccio c’è un concetto antico: la corrente come tecnica terapeutica (veniva già usata ai tempi dell’antica Roma grazie ad anguille e razze elettriche). Nella versione attuale, nota come tDCS (stimolazione transcranica con corrente continua), l’intensità della corrente è estremamente bassa e non serve scomodare i pesci elettrici. Studiata da oltre 25 anni, la tDCS viene utilizzata per il trattamento di diverse patologie, come disturbi dell’umore e disturbi alimentari. E’ una tecnologia che si inserisce nel filone delle terapie complementari ai farmaci, o potenzialmente sostitutive, con l’obiettivo di ridurre, quando è possibile, alcuni scomodi effetti collaterali. Inoltre, sono stati evidenziati benefici a lungo termine, soprattutto per persone con disturbi psichiatrici.

Patologia complessa e spesso stigmatizzata, la depressione in Italia colpisce oltre 3 milioni di persone, con incrementi percentuali a doppia cifra negli ultimi anni (negli Usa si parla di 20 milioni di adulti). I trattamenti farmacologici, spesso, non producono i risultati attesi e, in alcuni casi, sono associati a rilevanti effetti collaterali, come nausea, cefalea e disfunzioni sessuali. Individuare alternative terapeutiche efficaci rappresenta, quindi, un obiettivo di grande rilievo in ambito psichiatrico. E’ in questa prospettiva che si colloca l’impiego di tecniche di neuromodulazione, quali la stimolazione magnetica o, appunto, la tDCS.

A dare un impulso decisivo a quest’ultimo approccio “homebased” è stato uno studio di fase II, pubblicato sulla rivista Nature Medicine, che ha coinvolto 174 partecipanti tra Stati Uniti e Gran Bretagna. La ricerca ha evidenziato effetti terapeutici moderati, ma statisticamente significativi, valutati mediante la scala internazionale HDRS-17 (Hamilton Depression Rating Scale) che misura i livelli di gravità di questa patologia, con un miglioramento nei soggetti trattati superiore a 2 punti, su 17, della scala. Pur non potendo essere considerata una panacea, la quasi totale assenza di effetti collaterali - limitati a rari casi di arrossamento cutaneo, prurito e cefalea – rende questa metodologia particolarmente favorevole nei pazienti non resistenti al trattamento farmacologico: oltre il 58% dei partecipanti trattati ha mostrato una remissione dei sintomi depressivi, contro il 23,4% del gruppo di controllo.

In Europa la cuffia non è una novità: viene venduta (anche in Italia) al prezzo di 459 euro e la si può affittare. Nell’Unione europea l’agenzia corrispondente alla FDA statunitense, l’EMA (European Medicines Agency), non si occupa della valutazione dei dispositivi medici come la FL-100: la cuffia può quindi essere venduta sulla base della sola marcatura CE, che ne attesta i requisiti di sicurezza. Già ampiamente impiegata in diversi Paesi, tra cui Regno Unito e Svizzera, negli Stati Uniti la cuffia potrebbe essere commercializzata entro i prossimi sei mesi, su prescrizione medica e limitatamente a soggetti adulti.

Proprio l’approvazione dell’FDA potrebbe ora dare nuova linfa ad un approccio terapeutico innovativo nel trattamento di questa patologia psichiatrica, sempre più presente a livello globale. Che si tratti di un vero e proprio spartiacque oppure no per il trattamento della depressione lo si saprà solo tra qualche anno: la buona notizia, da registrare, è che si sta finalmente guardando verso soluzioni che non prevedono il solo trattamento con farmaci.

* Università di Verona