Un gigante del vino. Una personalità schiva, che ha fatto la storia del Piemonte dei grandi vini. È venuto a mancare Bruno Giacosa, fondatore dell'Azienda agricola Falletto e proprietario della Casa vinicola Bruno Giacosa. Il grande produttore nieviano era da tempo malato.
Classe 1929, era nato a Nieve e considerato uno dei padri del vino piemontese - e non solo -. Re di uno di quei vitigni che hanno fatto grande la sua terra, il Nebbiolo, e delle sue espressioni più nobili, il Barolo e il Barbaresco. Una storia d'amore, quella che l'ha legato al vino, durata quasi tutta la vita - fino a quando pochi anni fa la figlia Bruna ha preso le redini dell'azienda - e iniziata durante la sua adolescenza. Come lui stesso ha dichiarato in un'intervista nel 2004, di aver assistito alla sua prima vendemmia a poco più di quattordici anni e di aver capito subito che lì nasceva la sua passione per il vino e la viticoltura.
Gli anni '60 del secolo scorso sono il decennio della consacrazione del suo lavoro, del suo talento, dell'amore per il vino e per il Piemonte. Considerato, insieme ad Angelo Gaja, uno dei signori del Barbaresco, la sua è una storia atta di difficoltà, di ricerca perigliosa e precisa della qualità del suo vino, che era il fine ultimo perenne del suo lavoro. Se l'annata non soddisfaceva i suoi altissimi standard di qualità, semplicemente non andava in bottiglia. Le anime del suo lavoro, il suo lascito, sono due.