A volte seguire le “regole del caos” porta a un risultato originale, certamente non ordinario e tantomeno prevedibile. «Siamo contenti di affermare, con approccio filosofico e poetico, che produciamo vini di estrema sincerità anche grazie all’aiuto di lieviti indigeni poco governabili; indomiti, fanno solo quello che vogliono», ama spesso dire Pierpaolo Greco, uno dei tre produttori della cantina calabrese Spiriti Ebbri.
L’architetto Damiano Mele, l’educatore Michele Scrivano e l’ingegnere Pierpaolo Greco, gli spiriti ebbri appunto, diventano soci e lavorano in vigna soprattutto nei fine settimana. Le risorse sono limitate ma la dedizione compensa; acquisiscono conoscenza e competenza, trasformandosi in contadini specializzati.
Una sinfonia che i tre soci orchestrano lasciando fare tanto alla natura e poco agli interventi in cantina. La produzione comprende 3 linee e 9 etichette; il numero delle bottiglie è limitato e i tre amici sono soddisfatti. Si sentono liberi di esprimere un modello di vino nuovo e al contempo antico, nella costante ricerca di un sorso genuino che deve piacere. In primis, a loro.