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(in inglese)

Basquiat- il film

Basquiat- the elibroad family foundation

Il film "I shot Andy Warhol"

The Andy Warhol museum









I graffiti nascono alla fine degli anni '60 nella "grande mela"

Colori rabbiosi
dai ghetti di New York

a cura di ANAÏS GINORI

Nell'America fine anni Sessanta un ragazzo di New York in meno di un anno gira tutto lo Stato lasciando, con il nome d'arte "Taki 183", circa 300 mila firme. Qualche mese dopo Taki è lanciato agli onori delle cronache dal New York Times che pubblica un articolo intitolato "Chi è Taki?". La moda di lasciare la propria firma inizia così. I graffiti iniziano così, con una scritta semplice, solo il contorno di lettere. Tutta la creatività si concentra nella rappresentazione dell'alfabeto. Popolo di graffitisti sono i neri dei ghetti di New York. I "tags" (così vengono chiamate in gergo le firme dei graffitisti) si sviluppano soprattutto nelle metropolitane dove transitano un gran numero di persone. E' subito chiaro che il graffito è strettamente legato alla metropoli e al disagio metropolitano. Le stazioni americane in breve tempo si trasformano in gigantesche strisce mobili disegnate. Dopo qualche anno - siamo già alla fine degli anni Settanta - si passa ai muri. E il disegno diventa più complesso e articolato. I turisti europei colpiti da questo fenomeno lo importano in Europa. Ma il grande veicolo di quest'arte è l'hip-hop e le migliaia di giovani che seguono questo movimento. Film, videocassette e libri descrivono e diffondono la cultura della musica rap, della break dance e dei graffiti, rendono famosi personnaggi come Africa Bambata, Phase 2, Blade e Lee. Africa Bambata fonda a New York nei primi anni Ottanta, la "Zulù nation", una comunità internazionale per "la pace, l'amore, l'unità e il divertimento". Il suo simbolo? Una mano con l'indice e il medio alzato. In molte capitali europee - la prima delle quali: Parigi - i graffiti arrivano grazie ai concerti rap e diventano sinonimo di libertà espressiva e trasgressione. Chi li disegna, bande o semplici writers, lo fa per esprimere opinioni politiche, un malcontento, un messaggio.
Il film
su Basquiat

La biografia

DOSSIER GRAFFITI
a cura
di ANAÏS GINORI

Graffity story

Keith Haring

Graffiti nell'illegalità

L'Europa dei graffiti

Graffiti, quale futuro?

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