Bombing. Ovvero bombardare di vernice
un muro, un vagone. L'escuzione non dura più di un paio d'ore e
consiste in un primo "schizzo", poi riempito di colori.
Bubble style. Ingrandimento esagerato e deformazione delle lettere
dei messaggi che compongono il disegno. Tecnica inventata dai mitici "Phase
2" di New York.
Block style. Graffiti in cui le lettere sono dritte, semplici e
squadrate, con effetto blocco (genere opposto al più confuso "wild
style").
Caps. Sono i tappi delle bombolette. Ce ne sono di differenti misure
a seconda dell'effetto che si vuole ottenere. I "fat caps" servono
ad ottenere una riga larga mentre per linee più sottili si utilizzano
i "thin caps".
Outline. Contorno delle lettere.
Piece. E' l'opera, il "pezzo" realizzato dal graffitista.
Se è di dimensioni molto importanti si chiama "masterpiece".
Puppets. Sono i graffiti che rappresentano pupazzi, ispirati spesso
alla cultura dei fumetti.
Nitex. La migliore marca di bombolette spray per dipingere.
Tag. E' il marchio che dà la paternità di un graffito
al suo autore. Spesso serve anche per delimitare i territori delle bande
aerosol.
Throw up. L'esecuzione più semplice, la scritta è
comprensibile ed eseguita molto velocemente.
Wild Style. Il genere, nato negli anni '70, più complicato
da leggere. Le lettere vengono deformate, colorate e si inseriscono ombre,
tagli, spirali, frecce, bolli, rettangoli.
Writers. E' il termine che si sono dati i graffitisti newyorkesi.
Di solito riconoscono nel loro messaggio anche un'espressione artistica. |
Il
film
su Basquiat
La biografia
DOSSIER GRAFFITI
a cura
di ANAÏS GINORI
Graffity story
Keith Haring
Graffiti nell'illegalità
L'Europa dei graffiti
Graffiti, quale futuro?
Vocabolario
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