Quando l'innovazione è umana

Quando l'innovazione è umana

Una mano bionica per le persone amputate di un arto, scarti ittici che diventano filtri ambientali, un teatro e una pasticceria inclusiva. Il cambiamento tecnologico non è tracciato solamente dall'intelligenza artificiale. Ma anche da quella sociale, radicata in esperienze di formazione e di comunità. I sei esempi di futuro raccolti da "Crescere in Europa" fra Brindisi e il Salento lo dimostrano
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Il vento insegue l'Adriatico da giorni, anche le nuvole sembrano bagnate dal mare. La Tramontana non dà tregua. "Sono allergica", dice T. allontanandosi dai bignè per soffiarsi il naso. "A cosa?", chiede Nicola. "Al vento, mi viene l'allergia. Se penso che ci metterò tre ore per tornare a casa..."; "Magari fai prima, oggi, con il vento a favore", suggerisce lui. Tutti ridono, T. compresa. Lei di solito non alza lo sguardo. È ancora presto: è ancora troppo vicina la paura, l'ombra dell'uomo che la trasformava in niente, che le faceva male. Ora però sta sorridendo, di fronte all'idea della Tramontana che può spingerla sulla strada dalla pasticceria alla comunità dove abita. I mezzi pubblici sono un'ingiustizia di arenaria nella campagna pugliese: dalla struttura protetta per donne vittime di violenza dove vive alla pasticceria dove lavora, T. ci impiega tre ore. Ma valgono la pena, dice. Vale la pena, ripete, venire qui.

Qui è "Virgola", una pasticceria inclusiva aperta il 20 dicembre 2022 a San Vito dei Normanni, nell'entroterra di Brindisi. È un progetto della cooperativa sociale "Includi" che si occupa di integrazione lavorativa per persone disabili e donne vittime di violenza. Il laboratorio è guidato da Nicola Di Lena, miglior pastry chef dell'anno nel 2021, tornato in Puglia dopo una lunga esperienza a Milano al ristorante due stelle Michelin "Seta". "Virgola" è protagonista del primo episodio dedicato all'innovazione sociale pugliese.

Virgola, la pasticceria che include

Il nome completo della pasticceria "Virgola" è "Virgola, una storia che continua" perché si tratta, appunto, di una storia che continua, la storia di ExFadda, come racconta Vito Valente, presidente della cooperativa sociale che oltre alla pasticceria gestisce il ristorante Xfood all'interno di ExFadda, uno dei più famosi esempi di rigenerazione urbana in Italia. Il secondo episodio della serie è dedicato proprio alle multiformi attività che rendono viva ExFadda, fabbrica abbandonata diventata punto di riferimento per la provincia di Brindisi, fra una scuola di musica innovativa, la falegnameria, e il nuovissimo teatro autocostruito. 

 

ExFadda: dalla fabbrica abbandonata a un laboratorio di musica e arte

Se ExFadda è un'eccellenza sociale, lungo la direttrice che attraversa la Puglia per andare da Brindisi a Taranto si nasconde un'altra chicca pugliese, dove l'innovazione è su un fronte lontano: quello aerospaziale. È il distretto di Grottaglie, trainato dalla produzione di Leonardo e dalla trasformazione dell'aeroporto in piattaforma di lancio per i viaggi nello spazio. Fra gli uliveti di Avetrana c'è lo stabilimento di Novotech, piccola azienda d'avanguardia fondata da Leonardo Lecce, professore di ingegneria, che sperimenta sui materiali compositi per rivestire serbatoi, ali e apparecchi del futuro insieme a un gruppo di ragazzi dell'Istituto tecnico di Francavilla.

 

I ragazzi di Avetrana e il robot

Per spostare i limiti di quello che conosciamo non serve andare nello spazio. Si può fare anche sulla terra. È quello che si prova entrando a Bionit, startup salentina che ha brevettato - e sta costruendo - una mano bionica di ultima generazione, sviluppata a partire dai bisogni delle persone amputate di un arto. Il racconto della spinta ingegneristica e medica della "mano di Adamo" è al centro del viaggio nella sede di Bionit a Soleto.

 

La mano bionica progettata e realizzata in Salento

Innovare significa anche accettare i propri errori, saper seguire le svolte spesso impreviste di una ricerca scientifica o di uno sviluppo industriale. I ricercatori e gli operai di Gelesis, azienda d'avanguardia nel settore Med-Tech a Calimera, nel cuore della Grecìa salentina, conoscono bene la carta "ostacoli e imprevisti" del Monopoli dell'innovazione. Il fondatore, Alessandro Sannino, racconta come il rifiuto di un brevetto lo abbia portato in pochi anni da un laboratorio-container nel retro dell'università alla guida di un'azienda quotata a Wall Street.

La fabbrica delle pillole contro l'obesità

Se Sannino è passato da un'idea cercata in una piccola stanza a un immenso stabilimento automatizzato, Martina Carcagni e Federica Mancarella sono, oggi, in quella piccola stanza, al Dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche e ambientali dell'università del Salento. Stanno lavorando, con un dottorato e un assegno di ricerca, su possibili riutilizzi degli scarti ittici. Un'applicazione concreta del concetto di economia circolare. Martina Carcagni lo fa partendo dall'estrazione di carbonato di calcio dai gusci delle cozze, per creare spugne e filtri contro l'inquinamento; Federica Mancarella sta sperimentando invece metodi innovativi per ricavare antiossidanti dai carapaci dei gamberi, in modo sostenibile. Sono le protagoniste del sesto episodio dedicato alla Puglia da "Crescere in Europa".

Nuova vita agli scarti del pesce