Farsi cullare da quei portici che Francesco Guccini definì “cosce di mamma Bologna”, luoghi dove il legame col cibo è profondo. Scriveva, con mirabile dote di sintesi Edmondo Berselli, che questa è una città abituata a certi valori, soprattutto quelli del colesterolo. Qui la cucina non è solo tradizione e letteratura, ma senso d’appartenenza, talvolta persino orizzonte contemplativo, come una volta fu definito il celebre “africanetto”, che per l’esiguità dei suoi ingredienti, una sublime e fragile combinazione di rosso d’uovo e zucchero, sarebbe forse esagerato definire un dolce. Lo realizzavano non lontano da qui, a San Giovanni in Persiceto, e mandava in sollucchero la Regina Madre Margherita di Savoia e i sovrani di mezz’Europa. Della ditta Bagnoli, fondata nel 1860, che produceva e distribuiva questo biscotto, oggi esistono solo l’edificio e la ciminiera.
Ma ci sono botteghe che tengono vivo quel rito. E altre che issano vessilli mai ammainati. Per esempio quello della famiglia Majani, proprietaria dal 1796 di un laboratorio di dolciumi in vicolo Colombina, di fianco alla basilica di San Petronio, e dal 1832 di un imponente immobile in via de' Carbonesi, sempre pieno centro storico. Lì si trova tuttora.Basta farsi due passi per Bologna per capire quanto la gastronomia e più ancora l’arte culinaria, nelle sue millanta declinazioni, continuino a permeare il tessuto di una “ricca signora che fu contadina: benessere, ville, gioielli e salami in vetrina”, per citare di nuovo Guccini che così cantava la città perché l’aveva vissuta e compresa nel suo intimo.
Di seguito una breve guida che non ha alcuna pretesa di scientificità, perché chiunque conosca Bologna potrebbe stilarne una. L’offerta, del resto, è sterminata. Ma non soffocante, semmai inebriante. Provare per credere.
La selezione
Roberto Bistrot
Sapori autentici ed estrema cortesia, entrambe nel solco di una tradizione cittadina che resta un biglietto da visita affidabilissimo. Via Orefici poi è una tappa assolutamente obbligata per gli amanti del genere. La pasta è una sicurezza, apprezzatissima dalla clientela straniera che abbonda in centro storico. Taglieri di salumi e formaggi a 16 euro, di mortadella a 13. Da provare il tagliolino con ragù di branzino e limone. Dove e quando: via Orefici 9/a tel 051 271703, da lunedì a domenica dalle 11 a mezzanotte.
Antica Trattoria Da Sandro al Navile
Decisamente fuorimano, per quanto a Bologna nulla sia mai lontano (cantieri permettendo) sulle rive dell’omonimo fiume, a ridosso dell’uscita 5 della tangenziale, non è il classico posto mordi e fuggi. Tutt’altro. Come a teatro, o allo stadio, occorre perdersi nell’atmosfera dell’attesa, sapendo che tutto ha un prezzo ma che qui davvero nulla è rabberciato.Del resto, inaugurato nel 1861, si tratta di uno dei ristoranti più antichi della città e, da decenni, Alessandro Rizzi e Maurizio Finelli valorizzano la migliore cucina del posto abbinandola a ricerca e innovazione. I tortellini in brodo di cappone (21 euro) valgono la serata, lo stesso dicasi della cotoletta (alla bolognese, of course, stesso prezzo). Il gelato mantecato all’aceto balsamico non si dimentica.
Trattoria Da Me
Erede del ristorante Danio, celebre per i suoi tagliolini al prosciutto e limone, il locale è stato rilanciato e modificato dalla nipote Elisa Rusconi. Ed ha fatto negli anni incetta di premi. Non a caso, oltre a via San Felice qualche anno fa ha aperto anche in Corte Galluzzi, mettendo un’altra bandierina in centro storico. Rispetto del passato, ma anche voglia di intraprendere nuovi percorsi. Ne sono un esempio i gelati al formaggio: l'antipasto più famoso e fotografato, perché così, ormai da anni, funziona. Un’occhiata, e un click, prima ancora dell’assaggio. Si tratta di gelati salati in diverse varianti (come stracchino o gorgonzola) serviti ad esempio con fichi caramellati e noci. La pasta è prodotta quotidianamente in modo tradizionale, ossia uova fresche e farina di grano tenero. Con le sfogline che mostrano ai curiosi la loro arte. “La lasagna verde della domenica” è un rito. Ma potremmo dire, allargando gli sguardi e aprendo gli stomaci, un manifesto cittadino. Non meno della tagliatella al ragù e della cotoletta alla bolognese
Osteria del Sole
Nel cuore del Quadrilatero, il “centro del centro” della città, non è un ristorante classico, anzi, non è proprio un ristorante. Infatti il cibo (i famosi cartocci di salumi) si acquista fuori, nelle botteghe adiacenti a questa viuzza, e lì ci si va per bere, sedendosi, da antica usanza, dove c’è posto e quindi condividendo gli spazi anche con sconosciuti. Per il fascino che emana, resta una tappa obbligata per chi voglia capirne di più, della “Dotta”. Locale ottimamente frequentato, ci giocavano a carte, da amiconi, il sindaco Guazzaloca e Giacomo Bulgarelli, bandiera del Bologna. Dentro, ci si può ascoltare di tutto, prodezze e miserie di chi in città conta qualcosa. I vini sono eccellenti, i prezzi ampiamente alla portata. Ci si può non andare, ma si perde qualcosa di una storia che, come attestano i primi documenti ufficiali conservati all'Archivio di Stato, risale al quindicesimo secolo. In due parole, la semplicità che si fa arte
051 Osteria Piazza Maggiore
Uno degli undici locali di una catena nata nel 2009 e nel frattempo, decisamente consolidatasi. La posizione, a ridosso della basilica di San Petronio, è già di per sé un fattore chiave. Soprattutto per i frequentatori che arrivano dall’estero e che nel corso degli anni, grazie all’impatto dei voli low cost, si sono letteralmente moltiplicati. Che puntino sulla cucina tradizionale è evidente e basta guardarli quando se ne escono, per capire il loro grado di soddisfazione.
Ristorante Vicolo Colombina
L’oste e padrone di casa è Gianni Fruzzetti, di cui è nota la passione per i vini, la cui carta è appunto ampia e graditissima. Max Poggi e Marco Canelli sono garanzia stranota di eccelsa tradizione e altissima qualità. L’atmosfera è accogliente e gradevole ma da sola non basterebbe a farne un must della “Grassa”. E qui Bologna e in generale l’Emilia sono tutto fuorché accessori casuali. Dove e quando: Vicolo Colombina 5/B, tel 051 233919, aperto tutti i giorni.