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Dieta infantile, quegli effetti invisibili che durano tutta la vita

Dieta infantile, quegli effetti invisibili che durano tutta la vita

Una ricerca su Nature Communications spiega come l’alimentazione precoce segni le preferenze alimentari in età adulta, agendo sul cervello. La chiave per invertire la rotta? Il microbiota instestinale

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Le abitudini alimentari dell'infanzia possono segnarci per sempre. E non si tratta solo di cattive abitudini, ma di una vera e propria 'riprogrammazione' cerebrale che influenza le scelte che faremo a tavola per tutto il resto della nostra vita. È il messaggio che arriva da uno studio dello University College Cork, che dimostra come il consumo eccessivo di alimenti ad alto contenuto di grassi e di zuccheri durante l’infanzia modifichi i circuiti cerebrali dell’appetito, promuovendo scelte alimentari poco salutari in età adulta. La ricerca, pubblicata su Nature Communications indica che queste alterazioni cerebrali permangono anche se si cambiano nettamente le proprie abitudini e si perde peso, ma potrebbero essere corrette con interventi mirati sul microbiota intestinale.

La ricerca

Lo studio è stato effettuato lavorando su topi. Alimentando gli animali sin da piccoli con una dieta ricca di alimenti grassi e zuccherini, i ricercatori hanno osservato che gli animali sviluppano alterazioni persistenti dell’appetito, che li portano a preferire cibi ad elevato contenuto calorico e a prendere peso anche in età adulta. Le alterazioni sono risultate più consistenti negli esemplari di sesso femminile.

Modificando inoltre la disponibilità di cibo degli animali, e costringendoli quindi a perdere peso, le alterazioni comportamentali permangono: anche una volta dimagriti hanno infatti dimostrato di preferire, quando possibile, il consumo di alimenti ipercalorici. Se lo stesso si rivelasse vero per la nostra specie, i risultati indicherebbero che l’alimentazione che ci viene proposta da bambini è destinata a segnare le nostre preferenze alimentari lungo tutto il corso della vita. E aiuterebbero a spiegare perché, anche quando si riescono a cambiare le proprie abitudini alimentari con sacrificio e forza di volontà, gli alimenti altamente calorici rimangono comunque estremamente desiderabili.

Come cambia il cervello

Nei topi, l’esposizione precoce a una dieta altamente calorica ha dimostrato di produrre alterazioni a lungo termine nell’ipotalamo, una regione del cervello che svolge un ruolo chiave nel controllo dell’appetito e nel bilancio energetico dell’organismo. Questo non solo aumenta il rischio di soffrire di sovrappeso e obesità, ma crea una spinta costante verso il “junk food”, anche in persone che apparentemente riescono a mantenere il peso forma..

“I nostri risultati dimostrano che ciò che mangiamo nelle prime fasi della vita conta davvero”, sottolinea Cristina Cuesta-Martí, prima autrice dello studio. “L'esposizione alimentare precoce può produrre effetti invisibili e a lungo termine sul comportamento alimentare, che a volte non sono immediatamente evidenti guardando solamente al peso corporeo”.

Una possibile via di uscita

Oltre a indicare gli effetti a lungo termine delle scelte alimentari che ci vengono imposte nella prima infanzia, la ricerca ha individuato anche la possibile soluzione: il microbiota intestinale. I ricercatori hanno sperimentato infatti l’utilizzo di probiotici e prebiotici sui topi, dimostrando che riescono a indurre cambiamenti duraturi nelle abitudini alimentari degli animali, anche quando vengono somministrati ad esemplari ormai adulti.

“I nostri risultati dimostrano che intervenire sul microbiota intestinale può mitigare gli effetti a lungo termine di una dieta infantile poco salutare sul comportamento alimentare futuro”, conclude Harriet Schellekens, coordinatrice della ricerca. “Per questo, riteniamo che supportare il microbiota intestinale fin dalla nascita aiuti a mantenere abitudini alimentari più sane nel corso della vita."