Il futuro secondo lo chef del Mudec, tra riaperture slow, menu limited edition e un set di mascherine speciali, "per evitare l'effetto ospedale". Seguici anche su Facebook
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
Il cielo di Milano rimarrà ancora per un po’ senza le sue luminose tre stelle. All’ultimo piano del Mudec, Museo delle Culture, Enrico Bartolini non ha intenzione di riaprire subito. Neanche la prossima settimana. Probabilmente, dice, ai primi di giugno. Eppure nelle sue belle sale i problemi di spazio non ci sono, e i tavoli son di dimensioni tali da garantire la sicurezza. "Anche se abbiamo già i tavoli distanti, anche se è tutto a posto, non voglio aprire, preferisco aspettare. Più che altro, non sappiamo davvero quale sarà il livello di disagio delle persone, anche fra un po’, e quanta sarà la loro voglia di ricominciare a uscire. Siamo ottimisti, ma preferiamo concederci qualche lentezza piuttosto che affrettarci troppo".
Il ristorante, in una via milanese che è il cuore del distretto del design, ha ovviamente pochi tavoli e grandi spazi, come ci si aspetta da un tre stelle. "Da questo punto di vista non abbiamo problemi, le distanze saranno sempre le stesse, cioè abbondanti, avremo lo stesso numero di tavoli (grandi) e di coperti. Però abbiamo cercato e trovato una formula elegante per guanti e mascherine, perché non vogliamo che si crei un’atmosfera da ospedale, che la gente abbia un messaggio negativo: mascherine e guanti saranno ricoperti da un tessuto che richiama le nostre divise, la ditta che le confeziona apposta per noi ha fatto tutto. Così è una cosa elegante e rassicurante, è tutto più “normale”. E non intaccherà il piacere di stare al ristorante, che è quello che la gente verrà a cercare". L’obiettivo primario, insomma, è rassicurare la clientela: "I timori ci sono, certo, ma basta cancellare le cose ansiogene, rispettare le regole e creare le condizioni per una bella esperienza. Certo, per molti di noi ristoratori non sarà più come prima, e il lato economico fa paura. Ma bisogna farsi coraggio". Spiga - Hong Kong
Bartolini, però, è noto anche per la prodigiosa impresa di aver collezionato otto stelle e vari ristoranti in giro per il mondo: otto solo in Italia, più Spiga a Hong Kong e consulenze a Dubai e Abu Dabi. Come va negli altri locali? "A Venezia si riapre a luglio, in Toscana non sappiamo ancora bene. Bergamo è appena uscita dal terrore, ma a giugno saremo operativi. Hong Kong ha ricominciato l’11maggio e l’affluenza di clienti è immutata, come prima. Negli Emirati, fa caldo, c’è il Ramadan… meglio aspettare, faremo un soft opening il mese prossimo". Ma in pratica, che cosa troveranno di nuovo i clienti al Mudec? "Tanti stuzzichini sul tavolo, come prima ma diversi. Il pane speciale, la piccola pasticceria rinnovata. Un menu dei grandi classici di questi ultimi anni. E, vera novità, un menu “limited edition”, sette piatti che ho messo a punto apposta assieme all’executive chef Remo Capitaneo, con i consigli del nostro Sébastien Ferrara".