| Il primo maggio non scatteranno, come previsto
dal decreto di marzo sulla telefonia, le agevolazioni per gli utenti di
Internet. Non perché il ministero delle Poste abbia smesso di preoccuparsi
dei navigatori della Rete: al contrario, perché ha ammesso - su
sollecitazione delle associazioni dei provider e degli utenti - che, così
come è formulato, il pacchetto è difficilmente attuabile,
e anche non troppo conveniente. Per questo i tecnici del dicastero, seduti
al tavolo con le organizzazioni di categoria, hanno deciso una immediata
moratoria; e si sono impegnati, entro 90 giorni, ad emanare un nuovo testo:
tra le norme che potrebbero essere approvate, quella di una tariffa urbana
speciale, valida per l'intera zona con un medesimo prefisso, con uno scatto
ogni quindici minuti.
Una decisione sofferta, quella delle Poste, presa però in totale
accordo con le associazioni di categoria. Dopo alcune settimane di discussione,
in un clima abbastanza sereno, è giunta la decisione di sospendere
il decreto; non nella sua interezza, ma solo nella parte dedicata alle
agevolazioni per Internet. Soddisfatti dell'esito della vicenda le associazioni:
"Secondo i nostri calcoli - spiega Marco Andreoli, rappresentante
degli utenti telematici - le tariffe che avrebbero dovuto far risparmiare
avrebbero semplicemente ridotto la spesa, per un navigatore di livello
medio o alto, di quindicimila lire sulla bolletta".
Ma vediamo quali sono i punti "congelati", che avevano attirato
tante proteste. Il decreto prevedeva agevolazioni in unica fascia oraria,
dalle 18,30 in poi. Ma a condizione che ogni utente avesse mandato alla
Telecom una scheda per dimostrare il proprio abbonamento a un provider.
E proprio questo è stato uno degli elementi più discussi,
visto come un modo per dare a Telecom - provider a sua volta - informazioni
sulla concorrenza.
E così, entro luglio, il tavolo di esperti istituito dal ministero
"partorirà" le nuove norme. Ecco alcuni dei punti che
potrebbero essere approvati, secondo l'opinione di Paolo Tacconi, segretario
dell'Associazione italiana Internet providers: "Una tariffa urbana
di quindici minuti, esclusivamente per gli utenti che chiamano ai numeri
di un qualsiasi fornitore di accessi (di cui già esiste, per legge,
l'elenco completo), ed eventualmente delle reti civiche; tariffa valida
per tutti gli abbonati sotto lo stesso prefisso, senza discriminazioni
per chi abita nelle zone più lontane".
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