ROMA - "Le tariffe Internet proposte
da Telecom Italia sono troppo alte". Non si tratta dell'affermazione
di un comitato di utenti Internet arrabbiati o della solita associazione
in perenne lotta contro il nostro gestore telefonico, ma delle parole del
commissario europeo all'Industria e alle Telecomunicazioni Martin Bangemann.
In una conferenza stampa dopo la presentazione del libro "La liberalizzazione
delle telecomunicazioni" scritto dal presidente della Tim Vittorio
Di Stefano, Bangemann ha fatto una serie di dichiarazioni e di riflessioni
sullo stato delle tariffe telefoniche in Italia. Pacate ma nette.
La prima è un semplice "avvertimento": se la Telecom non
si deciderà ad abbassare le tariffe, "dopo il primo gennaio
1998 avrà dei problemi con i competitori internazionali, che offrono
tariffe più basse". La seconda suona come un "avvertimento"
da libero mercato: "L'Unione europea intende eliminare il monopolio
sia dal punto di vista giuridico che da quello di fatto", ha detto
Bangemann, "ed è per questo che la politica delle tariffe è
importante, affinchè non sia uccisa ogni possibilità di accesso
a nuovi operatori".
La terza è un "invito" al governo italiano: "Il rispetto
delle direttive europee richiede tariffe di interconnessione trasparenti
e basate sui costi. La Telecom", ha spiegato Bangemann, "conviene
che le sue tariffe sono troppo alte, ma sostiene che è nell'impossibilità
di abbassarle perchè non c'è una struttura tariffaria adeguata.
Per questo ci siamo rivolti al governo italiano chiedendo appunto di riformulare
l'intera struttura tariffaria".
Infine Bangemann ha dato uno sguardo all'intera struttura delle tariffe
italiane. Il giudizio è stato: "non equilibrata". Le tariffe
locali sono troppo basse, ha detto il Commissario europeo, "e per
compensare questa situazione, sono state fissate tariffe troppo alte per
le internazionali".
(11 dicembre 1997) |
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