| Sono gli alti prezzi dei collegamenti a rallentare
lo sviluppo di Internet: secondo uno studio dell'Ocse, di cui riferisce
il Wall Street Journal, in paesi come il Messico, l'Irlanda o l'Austria,
gli utenti della Rete sborsano per un mese di accesso (calcolando 20 ore
di navigazione) l'equivalente di 90 dollari (poco più di 150 mila
lire) contro i 30 pagati da un utente americano, i 20 del Canada e i poco
più di 50 pagati in Italia. In alcuni casi, come in Messico, la
fetta maggiore è l'alto costo dell'accesso. Ma quasi ovunque la
fetta più grande della spesa è rappresentata dalla bolletta
telefonica. In Irlanda, per esempio, la tariffa telefonica raggiunge quasi
il 90 per cento della spesa complessiva.
Se si esclude appunto il Messico, è proprio nei paesi europei
che il conto complessivo è più alto. In Usa, invece, l'abbonamento
a servizi di Internet come America on Line finisce per costare meno della
chiamata locale. E secondo gli esperti, va smentito il luogo comune che
sia il dominio della lingua inglese a rallentare lo sviluppo della Rete.
Curiosamente, rileva il giornale finanziario, proprio adesso che la competizione
è cominciata, con l'affacciarsi della concorrenza, le telefonate
locali aumentano di prezzo. Il motivo è nel fatto che finora le
compagnie avevano tenuto alti i prezzi delle chiamate internazionali e
extraurbane per contenere quelli delle chiamate locali. Ora, con le nuove
tecnologie di Rete che lasciano intravedere un massiccio utilizzo telefonico
di Internet in futuro, le compagnie vedono una prospettiva di riduzione
del traffico interurbano, e puntano maggiormente sul traffico urbano.
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Telecom e
tariffe
DALL'ARCHIVIO
DI Repubblica.it
Ecco
le nuove
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L'attacco
dell'Ue
L'attesa
degli sconti
La protesta
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Nuove
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La polemica
Telecom-Città
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andò così
Il decreto
congelato
Il
caro
Internet
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