| ROMA - "Le nuove tariffe per Internet?
Sì, so che ci saranno, ma non so dirle niente di più preciso.
Con la bolletta di gennaio riceverà un modulo con le istruzioni".
Al "188" della Telecom più di questo non sanno. A che
punto siano le riduzioni delle tariffe telefoniche per gli utenti Internet,
tanto sospirate e già annunciate alla fine di ottobre, sembra non
saperlo con chiarezza nessuno. Un mistero fitto, reso ancor più
fitto da un emendamento della Finanziaria che ha annunciato "alcune
agevolazioni" tariffarie per l'accesso a Internet.
Partiamo da quest'ultimo "mistero", l'unico che può
essere facilmente chiarito. L'agevolazione della Finanziaria non riguarda
gli utenti privati, ma solo le scuole e le università. La commissione
Bilancio della Camera ha infatti approvato pochi giorni fa un emendamento
che prevede una copertura di dieci miliardi per l'acquisto di computer
e per le "pari opportunità" nell'accesso a Internet. In
parole più semplici, la manovra del governo intende venire incontro
a quelle scuole che per connettersi alla rete debbono formare un prefisso
di teselezione, introducendo una tariffa unificata per tutto il territorio
nazionale.
E veniamo al secondo "mistero", quello della "bolletta
più leggera" per gli utenti di Internet. Sembrava tutto a posto,
alla fine di ottobre, quando il ministro Maccanico aveva annunciato la
"rivoluzione" delle tariffe Internet: riduzione del 50 per cento
per gli utenti domestici, le scuole e le associazioni non profit, riduzione
del 50 per cento per gli utenti che non hanno un Internet provider nel
loro distretto e sono quindi obbligati a collegarsi con una telefonata
interurbana, stessa riduzione per le telefonate "family", quelle
che si fanno con maggior frequenza. Il tutto a partire dal 1 gennaio.
A poche settimane da questa data però tutto tace. Alla Telecom,
dopo una prima candida ammissione dell'ufficio stampa "non ne sappiamo
ancora nulla, la cosa non è ancora stata definita in tutti i particolari",
spiegano che è tutto a posto, che alla fine di gennaio, con la bolletta,
gli utenti riceveranno i moduli di adesione e che a febbraio partirà
la vera campagna promozionale. "Non abbiamo lanciato il pacchetto-Internet
in dicembre", dicono, "perchè stiamo lanciando altri prodotti".
Segno evidente di quanto, in casa Telecom, non si vibri certo d'emozione
per le nuove tariffe Internet e non si capisca la differenza - culturale
e politica - tra un prodotto e un altro, tra il trasferimento di chiamata,
per dirne uno, e la riduzione delle tariffe per gli utenti Internet.
Si parla poco, quasi sottovoce, anche al ministero delle Comunicazioni.
Che, in sostanza, si nasconde dietro un dito: abbiamo già svolto
il nostro compito, ora l'intera faccenda non è più sotto
il nostro controllo. "Noi abbiamo autorizzato la Telecom, alla fine
di novembre, a effettuare la tariffa promozionale. La Telecom ci ha assicurato
che avrebbe dato il via alla procedura". "Si autorizza la società
Telecom", si legge infatti nella lettera mandata dal ministero delle
Comunicazioni alla Telecom, "a decorrere dal 1 dicembre 1997 a effettuare
l'offerta promozionale. La società è tenuta ad adottare ogni
utile iniziativa affinché sia garantita la massima conoscibilità
delle nuove condizioni di offerta da parte di tutta la clientela".
Cosa è successo dunque dalla fine di ottobre a oggi? Perchè
la Telecom non ha ancora comunicato le nuove tariffe agli utenti Internet
e non ha ancora spiegato ai medesimi cosa debbono fare per avere quella
famosa "bolletta più leggera"? E perchè il ministero
delle Comunicazioni ha smesso di fare pressioni? Già quel "si
autorizza" usato dal Ministero fa intuire l'aria che tira. Si "autorizza"
e non si "impone". Perché? Almeno due perché sono
evidenti, e si chiamano liberalizzazione del mercato della telefonia e
privatizzazione della Telecom. Lo scenario è dunque cambiato, dalla
fine di ottobre, e in questo nuovo scenario la "rivoluzione"
delle tariffe Internet promessa da Maccanico è un po' meno credibile.
Per esempio: come può un governo imporre una riduzione tariffaria
a un'azienda privata? E poi: cosa fare se l'Antitrust, prima o poi, decidesse
di intervenire perchè l'offerta di tariffe scontate da parte di
Telecom crea di fatto una condizione "di favore" per l'attuale
unico gestore? E infine: un'azienda privata ha o no il diritto di decidere
liberamente la propria politica tariffaria?
Lo scenario, per l'appunto è cambiato. Il che non vorrà
dire che gli "sconti" per gli utenti Internet non arriveranno.
Il "pacchetto Internet", o meglio, l'offerta del nuovo prodotto
Internet, come la Telecom chiama le tariffe scontate arriverà, magari
non proprio dal 1 gennaio, ma arriverà. Magari un po' diverso da
come aveva "promesso" il ministro Maccanico. Di certo si sa solo
che gli sconti varranno per un solo numero telefonico, a scelta tra quello
dell'Internet provider e quello "family" (mentre Maccanico aveva
parlato di un numero illimitato di telefonate abituali, oltre a quelle
con l'Internet provider). Della vecchia promessa, tranne colpi di scena
dell'ultimo minuto, resta inalterato solo lo sconto del 50 per cento per
gli utenti Internet che debbono comporre un prefisso di teleselezione per
collegarsi alla rete. (a.u.)
(9 dicembre 1997)
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