| ROMA - Un aiuto per i terremotati attraverso
posti pubblici per l'accesso a Internet, l'unico collegamento in tempo
reale tra le numerose situazioni disastrate, dopo il sisma che ha iniziato
a colpire l'Umbria e le Marche dal 26 settembre scorso. Così è
nato il progetto "Un computer in ogni tendopoli", iniziativa
ideata e lanciata da Città invisibile, in collaborazione
con il Centro Ateneo Servizi Informatici dell'Università di Perugia
e l'Associazione dei Comuni dell'Umbria (Anci) dell'Umbria, mirata a offrire
servizi e soprattutto solidarietà nei villaggi di raccolta degli
sfollati mettendo a disposizione un computer e tutto il necessario per
l'uso della Rete, compresa la formazione. Un progetto per il quale tra
l'associazione lancia un appello in cerca di fondi e di volontari.
"Il terremoto l'ho vissuto in diretta" racconta Gaia Grassi,
presidente della Città Invisibile, associazione telematica senza
fini di lucro animata da volontari. "Solitamente faccio molta vita
di comunità virtuale, e ho imparato quanto dà la rete. Tutto
il lavoro organizzato e svolto qui in Umbria viene da persone dislocate
ovunque, il cosiddetto 'telelavoro', ognuno dal proprio computer, e funziona.
Subito dopo il terremoto ci siamo messi a disposizione per quello che potevamo
fare, mettendo le nostre competenze a disposizione dell'Anci Umbria, collaborando
per l'uso della Rete in modo da documentare il procedere dei lavori di
restauro, con particolare attenzione al recupero delle opere d'arte danneggiate".
Dopo questo primo accordo con tra l'ANCI Umbria, la Città invisibile
mira ora a un progetto più ambizioso. "Usare il web come una
tv è facile" prosegue Gaia Grossi "ma noi ora lo vogliamo
adoperare, vogliamo che le persone imparino a usarlo, offrendo una nuova
possibilità ai giovani che prima avevano il computer in casa e ora
non ce l'hanno più. Aiutare le persone che ora vivono nei villaggi
a uscire dall'idea che il loro mestiere non è il 'terremotato'.
All'interno ci sono competenze, c'è un tessuto sociale che ha bisogno
di comunicare perché le informazioni e il contatto, anche se virtuale,
aiuta a esorcizzare la 'guerra tra poveri' che si è innescata per
esempio tra le popolazioni e monte e a valle. Non facciamo solo pagine
in Rete, ma vogliamo costruire momenti di discussione, di confronto, perché
in contatto si soffre meno. E se non sarà la nonnina di Colfiorito
a usare il computer, ci sarà comunque il nipote a farlo per lei".
Il progetto prevede l'istallazione di un computer in ogni villaggio
abbastanza numeroso, assistito e avviato da competenti volontari che si
offrono a trasferirsi in Umbria per qualche giorno. "La Città
invisibile serve anche a creare una rete di volontariato" sottolinea
il presidente "perché le macchine siano messe subito in mano
a chi le userà. Per ora il progetto partirà dall'Umbria perché
siamo in contatto con la protezione civile e l'unità di crisi, ma
soprattutto perché conosciamo la situazione, le persone, ma è
chiaro che l'iniziativa è estesa anche alle Marche, appena risolveremo
alcuni dei problemi tecnici".
Attualmente sono circa 150 gli insediamenti in Umbria, alcuni dei quali
molto piccoli, la mèta del progetto è quindi finalizzata
a mettere insieme almeno cento computer, per coprire un po' per volta tutti
i villaggi più affollati. "Per ora abbiamo l'adesione di alcune
istituzioni, come il patrocinio del Ministero delle Comunicazioni e l'Università
di Perugia che dà l'accesso in Rete. Per ora siamo partiti da soli
perché i tempi burocratici delle istituzioni sono troppo lunghi,
pur avendo tutta la loro disponibilità. Per esempio la Regione Umbria
aveva un sito fermo da mesi, lo abbiamo rivitalizzato e adesso offre qualche
informazione in più, ma non basta. La Regione Marche invece aveva
e ha un sito aggiornato e fatto molto bene, ma per estendere il progetto
abbiamo bisogno di un provider pubblico, come per l'Umbria è l'Università
di Perugia, un regolatore che gestisca che controlli l'accesso in Rete.
Il sito offrirà in seguito diverse informazioni, la raccolta delle
leggi, delle delibere che riguardano direttamente le zone terremotate,
con la garanzia di una 'traduzione' dal linguaggio burocratico in italiano
semplice. In questo senso il programma di consultazione del senato è
molto chiaro, e nel nostro piccolo lo useremo come modello. E ancora offrire
i mezzi per tenere sotto controllo la ricostruzione, riunire le forze interessate
e allestire una rete durevole del volontariato". Per raccogliere i
fondi necessari è stata aperta una sottoscrizione pubblica. Le offerte
possono essere indirizzate al
CONTO CORRENTE 270000/9 (ABI 5704 CAB 03000) presso Banca Popolare
di Spoleto, Sportello di Perugia intestato a ANCI-Umbria - "Un computer
in ogni tendopoli"
Il conto è aperto e gestito da ANCI Umbria. I fondi verranno
utilizzati per acquistare i computer, che rimarranno di proprietà
dell'ANCI, che li cederà in uso ai sindaci delle comunità.
(5 novembre 1997)
|
La
proposta di Città Invisibile
DALL'ARCHIVIO
DI Repubblica.it
Crolli
a Foligno
Terremoto, sull'orlo di
una crisi di nervi
Nuove scosse
La scossa
di venerdì
Divergenze
tra gli esperti
Il forum
Ancora
due vittime
Sopralluoghi in
corso
Centro storico di Foligno
Museo civico di Montefalco
L'abbazia di Preci
Nuove
scosse
Il crollo
della Basilica
Terremoto sull'Appennino
|