Ancora
una notte tremenda in Umbria e nelle Marche. Sotto la pioggia battente,
che non ha smesso di cadere da ieri sera aggravando la situazione, la gente
è uscita dalle case riversandosi nelle strade, vivendo ancora diverse
ore di paura fino alle prime luci dell'alba. La scossa di questa notte,
avvertita chiaramente verso l'una e mezza dalle migliaia di sfollati raccolti
nelle tendopoli, ha causato ancora gravi danni, soprattutto nelle zone
già colpite dal terremoto del 26 settembre. L'epicentro è
stato localizzato ancora una volta a Colfiorito, ma la scossa si è
sentita anche nel Lazio, a Roma, nel viterbese e nel reatino, creando spavento
ma per fortuna senza danni accertati.
L'Osservatorio di Perugia ha registrato la scossa di questa notte che
è stata tra il settimo e l'ottavo grado della scala Mercalli, dati
confermati dall'Istituto Geologico, seguita da un'altra del quinto grado
intorno alle sette di questa mattina che però non ha causato danni.
I tecnici e la Protezione Civile non sono in grado di offrire dati precisi,
ma prevedono che lo sciame sismico durerà ancora qualche settimana
anche se, assicurano, saranno sempre di intensità inferiore.
Uno spaventoso boato è stato avvertito a Foligno, mentre ad Assisi
le campane hanno suonato da sole per la forte onda sismica. Nella Basilica
di San Francesco, presidiata dalla Guardia di Finanza e dai Vigili del
fuoco, sono intanto stati effettuati i sopralluoghi che hanno rilevato
la caduta di pietre nelle parti già lesionate. Diversi i crolli
nella zona di Camerino, dove una donna si è fratturata una gamba
cadendo dalle scale mentre cercava di fuggire. A Fabriano un'altra donna
si è ferita gettandosi dalla finestra anche lei presa dal panico
nel tentativo di scappare.
Da Nocera Umbra e Foligno, due delle cittadine più danneggiate,
hanno segnalato nuovi crolli: in particolare sono evidenti le condizioni
delle torri campanarie dei palazzi comunali che, pur essendo ancora in
piedi, hanno subìto nuovi crolli. La scossa ha provocato danni anche
a Rieti, provocando la caduta di blocchi di pietra dalle mura medievali.
La popolazione è stremata. Anche quelli che avevano resistito
nelle case, dichiarate agibili, stanno abbandonando i centri abitati. In
molti hanno dormito in macchina o si sono rivolti nei centri di accoglienza.
A Camerino, già dalle prime ore della mattina, si è formata
una fila davanti al centro delle Calvie, dove sono stati allestiti 200
posti letto nei palasport e dove ci sono una trentina di tende montate.
L'ultima scossa di terremoto ha fatto chiudere i battenti anche all'unico
negozio di generi alimentari di Cancelli, alla periferia di Fabriano, che
serviva almeno 250 persone a cavallo delle frazioni di Campodonico e Belvedere.
(7 ottobre 1997)
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