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L'elenco dei comuni più danneggiati
dell'Umbria e delle Marche

Sopralluoghi in corso
per l'agibilità delle case

di RITA CELI

A quattro giorni dal disastro, arrivano i primi e timidi segnali di ritorno alla normalità nelle zone dell'Umbria e delle Marche colpite dal terremoto. Anche nelle zone più danneggiate, malgrado le leggere scosse di assestamento, qualcuno è già tornato nelle case abbandonate in fretta venerdì scorso, ma ora dichiarate agibili.

Il Centro Coordinamento soccorsi di Foligno che si sta occupando dei sopralluoghi nelle zone più colpite dell'Umbria, ha intanto reso nota la situazione relativa ai comuni di Assisi, Foligno, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Preci, Sellano e Valtopina, dove sono finora stati verificati 3.532 edifici; di questi, 1.444 sono stati dichiarati inagibili (il 40,8%), molti dei quali riguardano laboratori, officine e botteghe artigiane, tra le più colpite dal terremoto. I sopalluoghi sono attualmente in corso negli altri comuni dell'Umbria colpiti.

Ad Assisi gli edifici censiti sono stati 650, con 150 conseguenti ordinanze di sgombero (23%) su tutto il territorio, frazioni comprese. Le roulotte consegnate sono state 90, ma altre 100 sarebbero necessarie al momento per altrettante richieste. Le persone sfollate nel comune sono 2000 circa, mentre le segnalazioni dei danni fino a ora assommano a 2200.
Gualdo Tadino è un comune particolarmente colpito, così le sue frazioni: gli edifici censiti sono 387, 151 le ordinanze di sgombero (39%).
A Nocera Umbra gli edifici censiti sono 466; 336 le ordinanze di sgombero (72%). A Sellano gli edifici censiti sono 174; 55 le ordinanze di sgombero (32%). In Valtopina gli edifici censiti sono stati 146 con 60 ordinanze di sgombero (41%).


Il servizio Protezione civile della giunta regionale ha invece fornito un elenco aggiornato dei Comuni marchigiani interessati dal sisma: in totale sono 63 le località danneggiate di cui 25 in provincia di Macerata, 17 nell'ascolano, 14 in provincia di Ancona e 7 nel pesarese.

La Soprintendenza ai monumenti di Ancona avvierà nei prossimi giorni i primi interventi di recupero del patrimonio monumentale marchigiano danneggiato dal terremoto. Oltre all'imminente intervento sul Duomo
di Urbino, per il quale era già disponibile un finanziamento di 120 milioni di lire, si procederà anche a una nuova verifica sulle crepe del Palazzo ducale di Urbino: verranno bloccate le statue in bilico e innalzato un ponteggio che consenta di valutare meglio l'entità delle crepe. Altri interventi nella chiesa di San Biagio e Romualdo a Fabriano (dove una donna è rimasta uccisa dal crollo della facciata), e nella basilica di San Nicola a Tolentino, a Camerino.

(29 settembre 1997)

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